Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, tra salite acciottolate e filari che disegnano il paesaggio, il borgo di Golferenzo, 160 abitanti, consolida la propria trasformazione in destinazione di charme. Il Borgo dei Gatti amplia il proprio sistema di ospitalità con sei nuove suite, il raddoppio della Adàsi Spa – che raggiungerà i mille metri quadrati – e un rinnovo degli spazi comuni che rafforza l’identità del primo albergo diffuso certificato della Lombardia.

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L’albergo diffuso Borgo dei Gatti in provincia di Pavia. Foto Chiara Schiaritura

Fondata sull’intuizione dell’imprenditore Luigi Brega, insieme alla co-fondatrice Paola Calonghi, oggi direttrice, l’operazione di recupero del borgo è oggi un progetto organico che intreccia architettura, paesaggio e visione culturale. Dopo la ristrutturazione de La Bütega e de La Corte, insegne gastronomiche che insieme all’Olmo costituiscono l’ossatura culinaria del complesso, l’attenzione si concentra ora su ospitalità e benessere. Il nuovo intervento, con completamento previsto entro il 2026, è firmato dall’architetto Sabrina Cherubin, da anni regista silenziosa delle evoluzioni del Borgo, chiamata a interpretare le esigenze della famiglia Brega nel pieno rispetto del linguaggio architettonico locale.

Il cuore del progetto riguarda il recupero di tre edifici lungo via Garibaldi, l’asse principale del paese. Un tempo casa padronale, il complesso si distingue dalle altre dimore rurali dell’albergo diffuso per un carattere più signorile, testimoniato anche da dipinti riaffiorati durante i lavori. I volumi sono stati accorpati in un unico impianto architettonico e l’intero isolato è stato ridisegnato per migliorare la permeabilità dei percorsi interni e generare nuovi spazi collettivi.

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L’interno di Villa Zenzero. Foto Chiara Schiaritura

Le nuove suite 

Le sei suite, distribuite su più livelli, introducono un’idea di ospitalità che coniuga ampiezza, privacy e relazione costante con il paesaggio. All’ultimo piano trova spazio la master suite: 60 metri quadrati open space, mansardati con soffitto in legno a vista, serviti da ascensore diretto. Qui la dimensione domestica si fonde con quella wellness grazie a una spa privata con sauna e vasca idromassaggio per due persone, mentre le finestre incorniciano i colli come quinte naturali. Al piano inferiore, due suite con vasca in camera si affacciano sulla vita lenta del borgo; una terza integra uno studio e una spa privata con sauna e bagno turco. Al piano terra completano l’offerta una camera standard e una family suite con zona giorno e camera padronale dotata di angolo studio.

Gli spazi comuni

L’ingresso del nuovo edificio ospita reception e lounge con camino, pensate come ambienti di accoglienza intima e materica. Il baricentro progettuale, tuttavia, è rappresentato dagli spazi comuni. Una sala colazioni vetrata da venticinque coperti, concepita come veranda immersa nel verde, si affaccia su una corte interna e lavora sulla continuità tra interno ed esterno. Scendendo di livello, una seconda lounge e una sala degustazioni con cantina scavata nella roccia introducono alla “Library del Borgo”, biblioteca dedicata alla lettura e alla meditazione lenta, accompagnata da un calice di Oltrepò. Il sistema dei collegamenti verticali – ampia scalinata e ascensore – diventa elemento funzionale strategico, facilitando la fruizione tra suite, spa e servizi del paese, in un dialogo continuo tra architettura e tessuto urbano.

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Il nuovo intervento, con completamento previsto entro il 2026, è firmato dall’architetto Sabrina Cherubin. Foto Chiara Schiaritura

L’ampliamento della spa e dell’area acqua

Il capitolo più ambizioso è l’ampliamento della Adàsi Spa, che raddoppia la propria superficie fino a mille metri quadrati tra interni, aree esterne e piscine. Il nuovo layout ruota attorno a una corte a cielo aperto, fulcro distributivo e simbolico dell’intervento. Al centro, una piscina idromassaggio ispirata alle antiche fontane, reinterpretata con tecnologie contemporanee, stabilisce un ponte tra memoria e innovazione.

Le nuove aree comprendono sale massaggi singole e di coppia, una grande sauna, bagno turco e docce emozionali. Particolarmente scenografico il recupero della vecchia ghiacciaia, trasformata in una doccia emozionale circolare di tre metri di diametro: un volume verticale alto sei metri in cui vapore, essenze e luce naturale filtrata dall’alto costruiscono un’esperienza immersiva. L’intero impianto tecnico e arredo è pensato su misura, secondo un approccio custom made che rifiuta soluzioni standardizzate per adattarsi al contesto specifico.

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L’esterno della spa. Foto Chiara Schiaritura

Lusso lento e contesto autentico

La filosofia progettuale si fonda su un rispetto rigoroso del genius loci. Pietra locale, pavimentazioni in cotto e travi a vista sono state restaurate e valorizzate; gli innesti contemporanei evitano il “falso storico” e dichiarano la propria epoca con discrezione. Centrale è lo studio illuminotecnico: i corpi illuminanti scompaiono o vengono disegnati ad hoc per enfatizzare texture e volumi, lasciando che sia la luce a modellare lo spazio e a guidare l’esperienza percettiva.

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La piscina del Borgo dei Gatti. Foto Chiara Schiaritura

L’obiettivo finale rimane offrire il vero lusso contemporaneo: il tempo per sé stessi, il silenzio e la cura della persona in un contesto rurale autentico e raffinato. Commenta Luigi Brega: “Voglio restituire il Borgo a chi vive queste zone, riportare la vita, nuovo lustro, nuovi servizi, farlo conoscere al mondo intero… è un progetto ambizioso, ma sono certo di avere con me la squadra perfetta per questa grande impresa”.

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