Un anno di Zenucchi Design Code a Milano e più di 150 collaborazioni con i migliori brand di arredamento di design del Made In Italy. Inaugurato il proprio showroom nel capoluogo lombardo nell’aprile 2025, dopo le aperture di Bergamo e Brescia, l’azienda di consulenza e progettazione di interni di Luzzana è oggi il punto di convergenza fra l’aspirazione a vivere in modo semplice e soddisfacente ogni spazio abitabile e la necessità di plasmarlo secondo i desideri unici di ciascuno.
“Puntare sul progetto e non sul prodotto”, questa la filosofia perseguita con coerenza sempre più plastica dal 1999, anno in cui l’originario mobilificio della Val Seriana – sotto la spinta di Amedeo e Giacomo Zenucchi – ha dato vita all’attuale attività insieme all’art director Massimo Castagna.
“Il contract sta attraversando una fase di profonda trasformazione – spiega Giacomo Zenucchi, ceo e commercial & marketing director Zenucchi Design Code -. Oggi il progetto non riguarda più soltanto l’arredo, ma la costruzione di un’esperienza complessiva dello spazio e del suo utilizzo. In un contesto economico complesso, il settore continua a mostrare solidità grazie alla crescente domanda di ambienti flessibili, identitari e durevoli. Credo che il futuro sarà sempre più legato a un approccio integrato, dove indoor e outdoor dialogano in modo naturale e dove qualità, sostenibilità e visione progettuale diventano elementi fondamentali”.
In questo scenario, aggiunge Zenucchi, il valore reale sarà la capacità di interpretare il cambiamento e trasformarlo in spazi utili, funzionali e in grado di migliorare concretamente la vita di chi li vive. “Per arredare in modo differente – spiega – occorre ascoltare sempre la domanda del mercato e scegliere soluzioni di alta qualità che siano il per sempre di una casa, unica in tutti i suoi dettagli e prodotti, un luogo personalizzato al massimo dove chi ci abita si senta come in un 5 stelle”.
La complementarietà casa-hotel risulta pienamente percepibile in due dei progetti d’ospitalità più recenti dell’azienda: l’hotel Araba Fenice sul lago d’Iseo e la Masseria del Sogno Barocco in Salento. Nel primo, proprio come in un’abitazione arredata con mobili che guardano alle avanguardie, il balcone d’ingresso è stato realizzato ad esempio valorizzando artigianalmente la maestosa parete di fondo in foglia d’oro, mentre la sala conversazione ha trovato in un divano rosso Moroso il suo punto focale. Il possente bancone in mogano curvato del locale colazione, invece, è stato riequilibrato attraverso le flessuose sedie nere Panton di Vitra. Analogamente, nella villa cinquecentesca pugliese è il dialogo fra la luminosità outdoor e il calore indoor a conferire una contiguità naturale agli spazi, ricorrendo da parte a sedute Gervasoni in ecoteak, dall’altra a poltrone De Padova dalle linee morbide e con tono miele tipico della pietra della masseria, o ancora a lampade Akari di Isamu Noguchi per Vitra, capaci di evocare l’intimità degli uliveti circostanti al calar del sole.
Ma è in occasione della Design Week 2026 di Milano che le opere in mostra allo showroom di via Pisoni 2 – frutto della partnership di Zenucchi con Kreoo, Luce Tu, Studioart Leather Interiors e Tonelli Design – hanno definitivamente sancito la fusione fra domesticità e ospitalità, aprendo a un nuovo e più deciso impegno nell’hotellerie: da panche e vasche in marmo abbinate a lunghi candelabri di medesima fattura, a specchi fisheye per dilatare gli spazi come nella lente del viaggiatore fotografo, per arrivare a innovativi faretti puntabili dall’alto su applicazioni riflettenti da parete, onde armonizzare luce artificiale e naturale.
“La tensione fra funzionalità ed estetica su misura delle nostre ultime creazioni – osserva ancora Zenucchi – non è più indice del desiderio di abitabilità riconducibile esclusivamente agli spazi privati domestici, ma appare ormai un’esigenza vitale per l’hotellerie stessa: se una struttura non esprime un’identità propria, per quanto in grado di offrire comodità di ogni sorta, non lascia un segno indelebile nell’esperienza di soggiorno. Non emoziona. Ecco perché la visione Zenucchi trae le mosse sempre e innanzitutto dalla persona: l’ambiente circostante deve diventare il riflesso del suo sentire, anziché una realtà con cui scendere a compromessi”.
Qui sotto la fotogallery dello showroom
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