Check-in online e chiavi virtuali prima di entrare, e poi all’interno della camera assistente vocale, tv ultrasottili e smart, postazioni fitness. In hotel la tecnologia è ormai entrata prepotentemente non solo negli spazi comuni, ma anche all’interno delle camere. Ma quanto dev’essere ostentata e quanto, invece, celata e poco invasiva? I gruppi alberghieri non hanno dubbi: la tecnologia è ormai indispensabile, ma dev’essere ‘seamless’, presente in modo intelligente e discreto.
“Lo crediamo fermamente – conferma Gloria Milani, Senior Director TMCs & Consortia – Global Sales&Revenue di Accor -, anche se siamo convinti che sia estremamente efficace nel migliorare l’esperienza dell’ospite. L’obiettivo non è sfoggiare la tecnologia, ma utilizzarla per creare un ambiente più intuitivo, personalizzato e confortevole”.
“La tecnologia – continua – deve operare in modo efficiente in background per ottimizzare e personalizzare senza essere intrusiva”.
Concorda con lei Francesco Dicuonzo, a.d. di Diamond Tech, la software house di LVG Group. “Il gol della tecnologia – ci dice – è quando è tanto presente per aiutare l’esperienza dell’ospite, ma non è mai invasiva”.

Strumenti user-friendly e intuitivi
“L’importante – continua Milani – è che, quando l’ospite interagisce direttamente con essa – ad esempio, con un assistente vocale in camera o un’interfaccia sul televisore – sia estremamente user-friendly e intuitiva. Questo equilibrio tra presenza discreta e facilità d’uso è ciò che permette alla tecnologia di arricchire veramente l’esperienza”.
Un’esperienza che, dunque, non dev’essere ‘distratta’ dalla tecnologia. Su questo aspetto concorda Gabriele Totisco, responsabile reparto Ricerca & Sviluppo di CDSHotels: “Siamo già bombardati da input nella vita di tutti i giorni – sostiene -: nei nostri resort la tecnologia dev’essere discreta, ma presente, spegnibile, ma indispensabile, elegante e affidabile”.
Sulla stessa linea Fabrizio Prete, a.d. di Garibaldi Hotels, che aggiunge un particolare in più: i nuovi strumenti devono funzionare in modo intuitivo, senza invadere l’esperienza dell’ospite.
“L’obiettivo – ci spiega – non è stupire con la tecnologia in sé, ma usarla per personalizzare il servizio, semplificare l’esperienza e migliorare il comfort, lasciando che l’attenzione resti sull’accoglienza e sulla relazione umana”.
“Quando la tecnologia è ben progettata – aggiunge – diventa quasi invisibile, ma il suo valore è percepibile in ogni dettaglio del soggiorno”.
L’equilibrio è la chiave
Insomma, la chiave di tutto è l’equilibrio, come fa notare il ceo di Mangia’s, Marcello Mangia: “Per noi – sostiene – deve esserci quando serve e scomparire quando l’ospite desidera semplicemente vivere il luogo, il tempo e la relazione”.
Una via di mezzo, dunque: una tecnologia presente ma disceta, capace di ottimizzare e personalizzare i servizi senza mai rompere la magia dell’esperienza. “In questo senso – conclude Mangia – l’innovazione diventa parte integrante di un’ospitalità che, però, resta profondamente umana”.
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