“Felici sì, ma soddisfatti no”. Così il presidente di Assopiscine Ferruccio Alessandria a InOut ha commentato l’approvazione a luglio, da parte del Consiglio dei Ministri, del Disegno di legge per la salute e la sicurezza nelle piscine. Alessandria ha ricordato ha ricordato come il settore conti oggi oltre 700mila strutture interrate tra pubbliche e private, con 15mila nuove realizzazioni ogni anno: un comparto in forte espansione, che necessita di regole chiare per garantire qualità e tutela all’utente finale. “Sicurezza significa salute, tecnologia e responsabilità – ha aggiunto -. Non parliamo solo di prevenire gli annegamenti, ma anche di qualità dell’acqua, di impianti efficienti e di comfort per l’utenza. Oggi la piscina è un presidio di benessere e inclusione sociale, non più solo uno spazio sportivo”.

Sulla normativa Alessandria ha quindi commentato: “Saremo soddisfatti quando questo disegno di legge diventerà effettivamente una legge. La sicurezza deve diventare un valore aggiunto, non un costo”.

Nel secondo tavolo tecnico in fiera, dedicato alla gestione e alla filiera produttiva, è intervenuto anche il senatore Marco Lombardo, che sta seguendo l’iter del ddl, il quale ha richiamato i dati sulla sicurezza: “In Italia lo scorso anno sono morte per annegamento circa 300 persone, tra cui molti bambini sotto i 12 anni. Non possiamo intervenire solo dopo le tragedie: serve una legge organica che renda obbligatorie le misure di sicurezza”.

Il disegno di legge, già depositato in Parlamento, prende ispirazione dal modello francese del 2003, che ha permesso di ridurre del 75% le morti per annegamento grazie a regole semplici e uniformi per tutte le piscine. Lombardo ha sottolineato l’importanza del tema anche per il comparto turistico: “Parlarne in fiera è stato fondamentale, perché un settore percepito come sicuro attrae investimenti. Le norme non creano burocrazia, ma fiducia: chi investe in sicurezza investe in futuro”. Secondo il senatore l’impatto economico potenziale è enorme: “Potremmo passare da 700mila a oltre 3 milioni di impianti, come in Francia. E questa è crescita sostenibile, sociale e trasversale, senza bandiere politiche”. A chiusura dei lavori Alessandria ha ribadito la necessità di “rendere cogenti normative oggi solo volontarie, a tutela di imprese, enti pubblici e cittadini”.

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