Non chiamatelo archistar. Per Armando Bruno ceo dello Studio Marco Piva, questa è una definizione ormai obsoleta, come spiega nella sua intervista con il direttore di InOut Review Remo Vangelista.
L’incontro con l’architetto apre il nuovo numero di InOut Review, in distribuzione e online da oggi. Armando Bruno spiega a Vangelista come si è evoluto il suo mestiere: l’architetto, dice, non è più portavoce di un massaggio universalmente valido. “Bisogna essere flessibili – sottolinea -, propositivi e anche sempre pronti all’ascolto. Insomma, i tempi sono cambiati. È abbastanza evidente”.
E sempre gli architetti sono i protagonisti del servizio di apertura del magazine, dedicato alla nuova interpretazione degli spazi del riposo. Nell’hospitality la definizione della camera da letto include un universo di aggettivi sempre più ampio: dev’essere accogliente, ma anche sorprendente; familiare, ma anche memorabile; semplice, ma anche riconoscibile. Un microcosmo che si carica, nell’immaginario degli ospiti, di aspettative ben più alte rispetto a quelle che si hanno per una semplice stanza di casa.
Il concetto di ‘casa lontano da casa’ si dilata, dunque, per far spazio a un luogo polifunzionale che non può e non dev’essere inteso come sostitutivo del contesto domestico: un ambiente cha accolga molteplici esperienze in armonia, combinando funzionalità e comfort.
Ancora di hospitality si parla nell’inchiesta sul recupero e la conversione in hotel degli storici luoghi di lavoro in Italia: spazi iconici che permettono di preservare la memoria urbana e mantenere il legame con la storia del luogo.
E sull’importanza del brand per rendere riconoscibile la struttura vertono due delle interviste del magazine: mentre Hotel Klinik e Conic spiegano a InOut Review come si crea una marca alberghiera, i fondatori di Rubrasonic vanno oltre. Loro, infatti, si occupano di costruire ‘identità sonore’, sonorizzando gli spazi anche di resort e spa.
A proposito di queste ultime, un servizio sulle zone wellness spiega ai lettori come si stiano trasformando gradualmente da non-luoghi neutri a spazi dall’identità precisa, fortemente radicati nel territorio e immersi nel paesaggio circostante.
E soluzioni wellness su misura sono quelle proposte da Megius, il cui responsabile marketing Andrea Lanza racconta a InOut Review lo sviluppo del prodotto nel corso degli anni.
Tra gli spunti di riflessione offerti dal magazine anche il servizio sulla rivoluzione dei biomateriali, con soluzioni che riescono a integrare natura e tecnologia.
Tecnologia che segna nuovi passi in avanti anche sul fronte dei sistemi di domotica e sicurezza, mentre le neuroscienze applicate all’hospitality danno vita a progetti basati su un approccio interdisciplinare incentrato sulla persona, le sue percezioni e il modo di interagire con l’ambiente che lo circonda.
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