Nel segno di Gio Ponti (che ha inventato il famoso premio), l’utile diventa poesia, e la poesia diventa futuro. L’ADI Design Index 2025 raccoglie oltre trecento progetti scelti tra più di mille candidature: un mosaico di percorsi diversi che trovano un filo comune nella cultura del progetto. Giovani e maestri, piccole realtà e grandi aziende, università e associazioni: pluralità e coerenza si intrecciano, creando un equilibrio fluido tra idee e mani.

L’Index non è un catalogo, ma un osservatorio, una mappa del pensiero che lega forme, materiali e progetti alla vita quotidiana, al benessere delle persone, alla salute, all’accessibilità. Ora un Centro Studi collega il design ai dati economici, culturali e sociali, trasformando l’osservazione in comprensione e offrendo strumenti concreti per scuole, istituzioni e imprese. I progetti parlano di territori e di comunità, di ricerca e produzione responsabile, di ironia e immaginazione. Come il dispositivo che trasforma le frequenze delle pannocchie in musica ambient, nato al Politecnico di Torino: creatività, gioco, ricerca. Tra i protagonisti: radiatori modulabili che diventano poesia visiva, divani che raccontano la leggerezza dello spazio, cesti e lampade che si piegano ai tessuti. Tavoli ispirati ai videoregistratori analogici, sedie che reinventano la memoria, poltrone che riportano Gio Ponti nel presente.

Occhiali, strumenti chirurgici, lampade che giocano con la luce come con le regole del tsumiki giapponese. La mostra parte da Milano, all’Adi Design Museum, durante il Salone del Mobile, e poi diventa itinerante: Agrigento nel 2025, L’Aquila nel 2026, Pordenone nel 2027. Un percorso che intreccia città, musei e territori, tessendo una rete nazionale di cultura del progetto. In parallelo, una mostra dedicata al Compasso d’Oro accompagna la cerimonia di premiazione a Milano e l’esposizione al Maxxi di Roma. Tutti i progetti selezionati dall’Index diventano così candidati al Compasso d’Oro 2026, il riconoscimento che celebra l’eccellenza del design italiano nel mondo. Questi progetti non cercano definizioni univoche, ma armonia tra diversità e coerenza. Mettono al centro le persone, trasformano ricerca in valore, radicano le idee nel mondo e le aprono all’incontro globale. Industria e umanesimo, impresa e conoscenza si intrecciano come fili invisibili, tracciando il futuro. Osservare, capire, costruire: l’Index 2025 continua la storia di un design che sa trasformare l’utile in poesia.

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