Attraverso lo sguardo di formafantasma – Lo studio fondato da Andrea Trimarchi e Simone Farresin – il decoro fa il suo ingresso nella ricerca di Kieffer (brand del gruppo Rubelli). Il punto di partenza resta la materia: il disegno non è un livello sovrapposto, ma nasce direttamente dalla struttura del tessuto, ne segue la trama, ne asseconda la profondità e si fonda con la superficie. È un approccio particolarmente interessante per il mondo dell’hospitality, dove la componente tessile contribuisce a definire l’identità architetturale degli spazi.

Pattern, righe e texture possono così valorizzare una testiera, dare carattere a una lounge, scandire l’atmosfera di un ristorante o filtrare la luce attraverso tende e imbottiti. I cinque tessuti della collezione – Wild, Kipling, Layers, Fern e Pebble Beach – sviluppano questo concetto con linguaggi distinti. L’animalier di Wild guarda alla natura attraverso una trama astratta e materica; Kipling interpreta la riga attraverso un’imperfezione controllata, frutto di una ricercata lavorazione industriale; Layers costruisce profondità giocando sulla sovrapposizione di segno, struttura e colore. Fern e Pebble Beach lavorano invece sulla scala del motivo, con grafismi più ampi e di grande presenza visiva. La decorazione, insomma, arriva solo dopo la materia. È questa la chiave di Kieffer 4: una superficie che accoglie il segno grafico senza mai perdere la propria autentica natura tessile.

 

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