Una legge che non si può più rimandare: approvarla è un dovere. Ferruccio Alessandria, presidente di Assopiscine, rilancia la necessità dell’approvazione del ddl piscine soprattutto dopo gli ultimi tragici fatti che hanno coinvolto vittime giovanissime. A oggi, infatti, le norme UNI e UNI EN, recepite anche dalla normativa europea, sono raccomandazioni. Definiscono criteri di sicurezza, compresi quelli per evitare l’intrappolamento negli impianti di aspirazione, ma non sono leggi: la loro applicazione è volontaria.
“Non si può pensare di essere contrari per non voler spendere soldi per adeguare gli impianti – ha spiegato Alessandria in un’intervista a la Repubblica -. Se la norma non piace, che si proponga un’alternativa”. E ribadisce come anche Meloni abbia ribadito l’importanza di una legge ad hoc. “Se si arriva alla prossima legislatura – ha aggiunto -, il rischio è di dover aspettare ancora anni. E nel frattempo le vittime continueranno ad aumentare”.
In Europa, intanto, qualcosa si muove: “La Francia – ricorda Alessandria – ha introdotto una legge il 1° gennaio 2004 che ha ridotto del 75% gli incidenti in piscina. Anche salvare una sola vita sarebbe un risultato. E possiamo farlo adottando norme che ci sono, ma non sono obbligatorie”.
Intanto, per diffondere la cultura della sicurezza Assopiscine ha avviato un progetto insieme al dottor Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele morto in una vasca termale, e al professor Massimo Guarascio, decano del corso di laurea in Ingegneria della Sicurezza della Sapienza di Roma.
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