Il turismo open air è una boccata d’ossigeno per le economie dei territori, riuscendo a portare benefici alle imprese private tanto quanto alle pubbliche amministrazioni. Non lasciano dubbi i dati presentati a Lazise da Faita-Federcamping, organizzatrice del convegno “Il futuro è open air” in partnership con Crippa Concept e Lagodigardacamping.com. “L’indotto generato dal turismo all’aria aperta nel solo comprensorio del lago di Garda – ha spiegato Alberto Granzotto, presidente Faita-Federcamping – supera in media quello dell’intero Veneto, cioé la prima regione italiana per Pil turistico: a ogni euro speso per l’alloggio in un campeggio corrisponde una spesa di 1,5 euro a favore delle attività o dei servizi sul territorio, contro una media veneta di 1,4. Questo significa che l’open air è oggi uno dei segmenti del turismo che non solo produce più valore aggiunto, con circa 8 miliardi di euro all’anno, ma lo fa anche nel modo più sostenibile possibile, perché distribuisce ricchezza attraverso filiere corte”.

Grazie a una capacità di 1 milione e mezzo di posti letto disponibili in 2600 strutture nazionali, nel 2024 sono stati registrati ben 71 milioni di presenze per 11,4 milioni di arrivi (+3,5% sul 2023). “La saldatura economica creatasi fra il lago di Garda e la città di Verona – ha evidenziato Mauro Giovanni Viti, Direzione Turismo Regione Veneto – è un esempio virtuoso di governance per l’Italia intera: occorre però una nuova narrativa per far comprendere agli italiani sia l’evoluzione qualitativa dell’open air, sia le opportunità professionali presenti in questo settore, in grado di valorizzare soprattutto le risorse umane dei territori interessati”.

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