Dalla simulazione di quattro camere d’hotel a installazioni concettuali e artistiche, che declinano il tema Veritas in proposte il cui obiettivo è offrire all’ospite esperienze sempre più autentiche e immersive.
Il racconto di ‘Rooms – Giardino interiore‘ in questa edizione di InOut|The Contract Community fa un coraggioso salto in avanti, passando dalla sostanza al concetto, senza tuttavia perdere l’ancoraggio alla realtà, con installazioni-prototipo riproducibili negli spazi dell’ospitalità.
Il ruolo del design nelle sensazioni
“Con questa nuova edizione delle mostra – spiega Gloria Armiri, Group Exhibition Manager – Tourism & Hospitality Division di Italian Exhibition Group – non vogliamo solamente sottolineare il valore dell’esperienza dell’ospite nell’hôtellerie, sul quale gran lavoro è già stato fatto, ma andare oltre, esplorando il ruolo del design delle sensazioni, il potenziale di un’interazione profonda che si esprime nel dialogo tra mondo naturale e artificiale”. Una sfida raccolta dagli architetti che hanno lavorato al progetto dando vita a quattro microarchitetture dove natura, design e tecnologia si uniscono per dar vita a un’esperienza polisensoriale.
Ideata da in.circle, in collaborazione con Atelierzero e cccppp.studio, la mostra si suddivide in quattro spazi – Respiro, Ascolto, Cammino e Tocco – che, stimolando i sensi dei visitatori, vogliono esplorare le diverse tipologie di hospitality del futuro.
“La sfida – ha spiegato in fiera l’architetto Piermattia Cribiori, co-fondatore di Atelierzero – è stata quella di trovare un concept che creasse un design legato alle sensazioni, usando elementi tecnologici, ma anche materiali naturali, come il legno o la lolla del riso”.
Ecco dunque che, in Respiro, si può sperimentare l’apiterapia ascoltando il suono bianco delle api e immergendosi nel loro profumo in un modulo costruito tutto in legno, mentre in Ascolto le pareti in tessuto celano un giardino sonoro, dove si possono udire i suoni delle piante posizionando sensori sulle foglie.
In Cammino, invece, si può provare la sensazione di camminare a piedi nudi in un tappeto fatto di lolla di riso contemplando, al centro, un’installazione dipinta con il volo di uno sciame di farfalle. In Tocco, infine, un prato è sovrastato da una spirale sospesa e fonoassorbente e le immagini si possono toccare con mano. L’hospitality diventa in tal modo foriera di benessere e occasione per ascoltare se stessi, in un tempo che per un attimo, sembra essere sospeso.
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