Nel cuore del quartiere Baixa di Lisbona, il Convent Square Lisbon, parte della Vignette Collection di IHG, rappresenta un esempio di ospitalità che intreccia con nonchalance storia e modernità. Questo ex convento domenicano del XIII secolo è oggi un hotel di lusso dove ogni dettaglio racconta un dialogo tra passato e presente.
In questo contesto Contardi, rinomato brand del settore luci, firma l’illuminazione di due spazi chiave: il cortile interno e la lounge. Per il primo, le lampade Calypso, progettate da Servomuto, uniscono funzionalità e design con paralumi colorati e basi integrate che fungono anche da tavoli. La loro luce calda e resistente agli agenti atmosferici abbraccia il fascino antico del chiostro, esaltandone l’architettura storica. Nella lounge, dedicata al relax e alla convivialità, è la lampada Audrey di Massimiliano Raggio a catturare la scena. Ispirata al celebre cappello di Audrey Hepburn nel film Colazione da Tiffany, combina materiali di pregio come velluto e seta per un design che trasmette eleganza e cura artigianale. Con questa presenza Contardi dimostra come la luce possa diventare protagonista in spazi di grande valore storico e culturale.
Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con chi vuoi
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

News • Ospitalità • Outdoor
Ideata dallo studio Antonio Lanzillo & Partners è dotata di sei prese, hotspot wi-fi, quattro sedute e altrettanti spazi per parcheggiare le e-bike
Ideata dallo studio Antonio Lanzillo & Partners è dotata di sei prese, hotspot wi-fi, quattro sedute e altrettanti spazi per parcheggiare le e-bike

Design • Hotellerie • News
Fioriere, alberi e piante 100% naturali e stabilizzate, che non necessitano di manutenzione e danno un tocco green agli ambienti indoor
Fioriere, alberi e piante 100% naturali e stabilizzate, che non necessitano di manutenzione e danno un tocco green agli ambienti indoor

Apre nella fortezza una mostra che, attraverso le opere in legno di Herbert Golser, propone un viaggio verso una nuova matericità
Apre nella fortezza una mostra che, attraverso le opere in legno di Herbert Golser, propone un viaggio verso una nuova matericità



