A Sondrio la compostezza asburgica detta i canoni del Grand Hotel della Posta, abituato ad accogliere il mondo dal 1862, quando era ufficio postale sulla Strada Regia. Oggi lo snodo del viavai è guidato dal Gruppo Saint Jane Hotels, in piena previsione di raddoppio del parco strutture entro il 2030. I pregi della Valtellina – prossimità alle Alpi e al Lago di Como, natura, sport ed enogastronomia – consentono all’albergo un’occupazione continuativa al 70% e un massiccio turnover “di clienti business in settimana e famiglie anche italiane nel weekend in mezza stagione e d’estate. Gli ospiti da Francia, Belgio e Svizzera arrivano con la bicicletta e l’itinerario pronto” racconta la direttrice Valentina Baroncini. La struttura 4 stelle S, affiliata alla WorldHotels Distinctive di BWH Hotels, adatta il profilo tardo neoclassico sulla moderna connotazione spaziale.
Il piano nobile lastricato in marmo rosso e parquet si suddivide nel caffè aperto su piazza Garibaldi, le sale con tavolini intarsiati e ritratti del XVII secolo, il ristorante con giardino, dove cenare tra le vedute alpine di Paolo Punzo, i dipinti della collezione Sertoli Da Ponte, le 13 lapidi in marmo dell’Ultima Cena di Spoerri e i bronzi di Martini, tutti beni del Credito Valtellinese.

Ai lati della hall, il doppio scalone monumentale su tre piani conduce alle 38 ariose camere. Tra le 8 Superior, una è mansardata in stile chalet e una con doppia esposizione e muri verde bottiglia si distingue dalle tinte pastello delle altre. Le 4 eleganti deluxe hanno affreschi e balconi e la suite con doppio bagno in marmo affaccia sulla balconata d’onore. Ovunque, soffitti rosa e azzurri, trabeazione, parquet, opere contemporanee come Mur magnétique di Takis e mobilio e tele antichi offrono l’arte agli ospiti. Nelle cantine in sasso voltate si incastonano le sale meeting e l’intima Spa con piscina e sala fitness e due sorprese a contrasto: il bassorilievo in metacrilato dall’impatto deflagrante di Filippo Avalle e la Stüa del ‘700 in legno di cirmolo.

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