La riprogettazione delle aree relax in senso biofilico trasforma la desueta “sala d’attesa” nella destinazione principale di benessere. Una delle tendenze più evidenti, infatti, è la ricerca del Dolce Far Niente terapeutico da parte degli ospiti, che desiderano disconnettersi dal sovraccarico digitale e dedicare tempo alla lettura, alla meditazione o semplicemente al riposo nella natura.

Secondo Lara Caffi, Project & Design Manager SchönhuberFranchi, le aree relax non sono più zone di passaggio, così come solarium e dehor attrezzati non sono più solo lettini a bordo piscina: “Se in passato l’attenzione era concentrata sulle cabine per i trattamenti, oggi si assiste a un ampliamento delle superfici dedicate al relax e alla socializzazione”. Cresce la richiesta di private spa, nicchie e gazebo relax prenotabili che consentono agli ospiti una totale privacy, così come “aumenta la domanda di daybed matrimoniali e chaise-longue che combinino elevati standard di comfort, con materiali ad altissima resistenza agli agenti atmosferici, come le nostre linee Briccola e Fusion”.

Franchi Briccola design Marcello Ziliani

Franchi Briccola, design Marcello Ziliani

Il progetto del brand contract per Quellenhof Luxury Resort Passeier posiziona arredi in dialogo con un contesto immerso nel verde, vista la necessità di porre in risalto luce naturale, aria aperta, panorami e materiali autentici. “Crediamo che il design debba agire come un ponte naturale tra lo spazio interno e l’ambiente circostante – sottolinea Caffi – connettere il benessere al paesaggio significa valorizzare l’identità del territorio e dare un significato profondo alla scelta di quella specifica destinazione”. La scelta di materiali naturali come l’iroko abbinati a tessuti dalle tonalità neutre e a dettagli in metallo verniciato nero ha plasmato spazi eleganti e contemporanei in linea con il posizionamento luxury della struttura.

Franchi Java design Lorenzo Bellini

Franchi Java, design Lorenzo Bellini

Adagiarsi a lungo nelle aree relax sta influenzando in modo significativo le scelte di investimento delle strutture ricettive, che spostano le risorse verso specifiche tipologie di prodotto. “Vent’anni fa le persone trascorrevano il 70% del tempo a contatto con l’acqua, mentre ora si rilassano sui lettini e nuotano in piscina solo per il 30%” dichiara la direttrice delle Terme di Merano, Adelheid Stifter. Nel 2018 l’ampliamento mirato della sala relax di 931 mq distribuiti su due livelli dietro consulenza dello studio Architectures Interiors di Renato Precoma ha generato circa 200 nuove postazioni da riposo con un investimento di 5 milioni di euro. Le ospita l’avveniristico cubo in vetro e acciaio insieme alle fire lounge con camino e ampie sedute, terrazza esterna con piscina panoramica e quattro Pool Suites di coppia di 77mq sospese sulla sala bagnanti. I comodi divani Dandy delle sale relax, i lettini prendisole in teak Mistral e i divani Spool all’aperto di RODA arredano diverse aree. “Un’evoluzione per migliorare la qualità del soggiorno, non una rivoluzione” rispetto al progetto di Matteo Thun. Il successo del complesso immerge l’ospite nella natura, pur trovandosi nel cuore cittadino di Merano.

Hotel Terme Merano

Hotel Terme Merano

Sfida che accomuna il parco termale al vicino Hotel Terme Merano, collegato ad esso per firma architettonica, filosofia e corridoio da percorrere in accappatoio. La Sky Spa aperta e trasparente in vetro e acciaio disegnata dalla mano di Hugo Demetz estende la natura altoatesina del Kurhaus e il colorato viavai in 3.200 mq con vista a 360°. Ampie zone relax all’aperto sono circondate da un palmeto, tre whirlpool e infinity pool riscaldata lunga 22 metri. Internamente, zona sauna, sala fitness e grande area relax, che accoglie con il tepore del caminetto sospeso e le tavole in faggio della foresta del Cansiglio di ITLAS. “Per noi la salute abbraccia la persona nella sua interezza – afferma il general manager Rudi Theiner -. Per questo abbiamo creato un luogo in cui il benessere autentico e duraturo si vive ogni giorno in modo naturale”. La visione del benessere olistico si riflette nel programma personale ricco di attività, dallo yoga e Qi Gong alle escursioni, il meglio delle tradizioni del benessere mondiale e una cucina equilibrata, per “concedersi il tempo di essere sé stessi, rallentare, rigenerarsi, ritrovare il proprio equilibrio interiore e coltivare uno stile di vita sano, consapevole e ricco di energia, con l’obiettivo di vivere più a lungo e meglio”.

Sempre in Alto Adige, ma ai piedi dello Sciliar, anche l’Hotel Bad Ratzes di Vitalpina Hotels ha ampliato l’area relax esterna adagiata in un campo di fiori spontanei con biolago e sauna. Aggiungendo due intimi moduli relax boxes ricavati dalla riconversione di due container merci marittimi, l’approccio al riuso creativo coniuga design, sostenibilità e integrazione con il paesaggio circostante. Realizzato da Glitz e Lignum Falegnami, il progetto nasce dall’intuizione del designer Mario Varesco dello studio Metaprogetto e Michael Scherer, marketing manager dell’albergo. La struttura portante rivestita in larice e dotata di un sistema di isolamento ottenuto da carta di giornale riciclata è stata sviluppata dalla Carpenteria Rabanser con ampie superfici vetrate a favore della quiete in sintonia con i colori del bosco e delle rocce.

Alto Adige, l’Hotel Bad Ratzes di Vitalpina Hotels

Alto Adige, l’Hotel Bad Ratzes di Vitalpina Hotels

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