Un’eleganza contemporanea che dialoga con la tradizione, combinando materiali raffinati, proporzioni calibrate e dettagli ricercati. Lo studio milanese fondato da Leonardo e Marzia Dainelli realizza progetti di interior e design di prodotto con una ricerca attenta di armonia, luce e atmosfera, dando vita a spazi sofisticati e accoglienti.

Siete recentemente diventati art director di Contardi Lighting. Come avete approcciato questo ruolo?
Sì, è un incarico che ci entusiasma molto. Ci occupiamo non solo della progettazione di lampade, ma anche della ridefinizione dell’intero catalogo. L’obiettivo è distinguere due linee: una più classica, dedicata a residenziale, contract e spazi pubblici, e una pensata esclusivamente per l’hospitality. In quest’ultima, gli architetti possono partire da prodotti già ingegnerizzati e prototipati, adattandoli alle proprie esigenze senza dover partire da zero.

In cosa differisce l’illuminazione per l’hospitality rispetto a quella residenziale?
Ci sono differenze importanti nei sistemi di installazione e nella resistenza dei materiali. Negli hotel si evitano corpi illuminanti sporgenti che possano cadere o danneggiarsi; in casa, l’utente generalmente presta più attenzione. Inoltre, la luce deve essere studiata per scenari complessi: hall, camere, lounge. Deve essere funzionale, ma anche decorativa, creando atmosfere calde e familiari.

Come si gestiscono gli scenari luminosi negli hotel?
Oggi gli hotel cercano soluzioni che semplificano l’esperienza dell’ospite: dalla hall alla camera, la luce accompagna percorsi intuitivi. Alcuni sistemi sono programmabili, permettendo di accendere o spegnere rapidamente le luci principali o di creare scenari differenti, senza complicazioni.

La lampada Bianca disegnata per Contardi Lighting

La lampada Bianca disegnata per Contardi Lighting

Ci sono differenze stagionali nella progettazione della luce, per esempio tra inverno ed estate?
In realtà, più che la stagione, è il contesto a fare la differenza: Nord o Sud, mare o montagna, interni più o meno luminosi. La luce deve accompagnare l’esperienza dell’ospite, soprattutto nelle ore serali, creando atmosfere confortevoli e domestiche. La luce tecnica resta sempre fondamentale, ma discreta, quasi invisibile.

State lavorando a nuovi progetti per il Salone del Mobile?
Sì, stiamo collaborando a un progetto innovativo con Contardi Lighting, di cui non possiamo ancora svelare tutti i dettagli. Quest’anno puntiamo su un approccio selettivo, concentrandoci su soluzioni che riteniamo davvero rilevanti per il mondo contract e hospitality.

Qual è il vostro approccio al progetto della luce?
Il nostro approccio ricorda quello dei mobili che disegnamo: funzionale e concreto, con un tocco decorativo. Cerchiamo l’equilibrio tra estetica e praticità: il prodotto deve funzionare perfettamente ed essere piacevole da vivere. Quando questo equilibrio è raggiunto, siamo soddisfatti noi, l’azienda e i clienti.

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