Sorrento è pronta ad accogliere dal prossimo aprile una nuova proposta nel panorama dell’ospitalità della Costiera: il Grand Hotel Flora riapre come design hotel quattro stelle, completamente rinnovato dallo studio dell’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva. Il progetto segna una trasformazione profonda dell’albergo, con 121 camere totali di cui 14 suite con ampie terrazze solarium vista mare.
Pensato come luogo aperto e dinamico, con un rooftop panoramico destinato a diventare uno dei nuovi punti di osservazione privilegiati sul Golfo, il nuovo Grand Hotel Flora è un autentico social hub nel cuore della città. Architettura, arte, gusto e paesaggio dialogano in un’atmosfera vivace, rivolta anche a un pubblico internazionale alla ricerca di un’alternativa più attuale nel contesto della Costiera Amalfitana.

La nuova identità del Grand Hotel Flora
Fondato negli anni Sessanta e gestito a lungo dalla famiglia Mascolo, l’hotel è stato per decenni un indirizzo storico dell’ospitalità sorrentina, cresciuto grazie a una conduzione familiare con forte radicamento territoriale e oggi in fase fortemente evolutiva con l’ingresso della terza generazione nella gestione operativa.
“Questo progetto nasce dal desiderio di restituire al Grand Hotel Flora lo spirito e il fascino delle sue origini, lavorando in equilibrio tra memoria e contemporaneità. Ci siamo ispirati alle immagini di un film girato qui negli anni Cinquanta e ai racconti della famiglia che da generazioni porta avanti una tradizione autentica di ospitalità. È un progetto che celebra il sapere artigiano locale e un’idea di accoglienza calda, domestica e profondamente legata a Sorrento”, ha spiegato Giuliano Andrea Dell’Uva.

La filosofia della ristrutturazione
Il progetto di ristrutturazione integrale si muove in equilibrio tra restauro e contemporaneità. A oltre sessant’anni dall’apertura e dopo diverse rivisitazioni, l’hotel viene restituito alla città attraverso un intervento calibrato, fondato su una ricerca fotografica approfondita e su un dialogo con la famiglia proprietaria. L’obiettivo è recuperare lo spirito originario dell’edificio, reinterpretandolo con sensibilità attuale e leggerezza progettuale.

Al piano terra, oggi il Bistrot Silva accoglie gli ospiti in un ambiente elegante e rilassato, affacciato sulla grande piscina. Mentre la nuova lobby rievoca l’atmosfera degli anni della prima apertura, accogliendo gli ospiti come in una grande casa sorrentina. Un pianoforte storico restaurato torna a occupare una posizione centrale, affiancato da arredi vintage disegnati da Gianfranco Frattini e da un camino in ceramica bianca.
Le tonalità del blu, ispirate al mare di Sorrento, definiscono la pavimentazione in cotto smaltato a mano dell’ingresso, mentre la scala leggera progettata alla fine degli anni Sessanta, elemento identitario dell’edificio, si apre oggi verso un giardino elegante punteggiato da palme dattilifere e agrumi.

L’intero intervento si configura come un omaggio contemporaneo all’artigianato locale e al Mediterraneo. Pavimentazioni dipinte a mano, boiserie e pannelli in mosaico raccontano un universo di materiali e dettagli che accompagna l’ospite lungo un percorso coerente e mai didascalico.

Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con chi vuoi
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Contract • Design • News • Ospitalità
Il benessere passa attraverso la giocosità del colore, l’armonia ispirata alla natura e la profondità equilibrata delle tonalità più intense
Il benessere passa attraverso la giocosità del colore, l’armonia ispirata alla natura e la profondità equilibrata delle tonalità più intense

Contract • Hotellerie • News
Le sedute Nora di Michael Schmidt arredano 'Assoluto Ristorante & Vineria', tra richiami industriali e calore materico
Le sedute Nora di Michael Schmidt arredano 'Assoluto Ristorante & Vineria', tra richiami industriali e calore materico

Design • News • Ospitalità
Le aree di sosta degli aeroporti e le hall degli alberghi non sono più non-luoghi di transito: progettazione, arte e comfort li trasformano in esperienze vive, spazi narrativi che umanizzano il tempo dell'attesa
Le aree di sosta degli aeroporti e le hall degli alberghi non sono più non-luoghi di transito: progettazione, arte e comfort li trasformano in esperienze vive, spazi narrativi che umanizzano il tempo dell'attesa



