Una storia di famiglia che si è trasformata in un’azienda internazionale che fa dell’innovazione uno dei suoi punti di forza. Carpet Edition nasce da una passione: “Mio padre incominciò negli anni ’70 a importare dall’India tappeti tessuti e annodati a mano – racconta la general manager Valentina Erba – e io e mio fratello siamo cresciuti tra i tappeti e ne abbiamo scoperto tutti i segreti. Ora la nostra è una realtà che esporta in tutto il mondo: abbiamo nostri distributori negli Stati Uniti e in Australia, oltre che in Europa”.
La sostenibilità come must
E anche se le fibre naturali sono sempre le protagoniste dei suoi prodotti (l’azienda ha uno stabilimento di produzione anche in India), Carpet Edition ha deciso di investire in innovazione con l’obiettivo di creare nuovi materiali all’insegna della resistenza e dell’ecosostenibiltà: “Una riflessione – spiega Erba – nata dalla volontà di proporci, oltre che alle aziende del mobile e della moda, anche al segmento dell’hotellerie. Un business in forte espansione per noi, ma che richiede materiali ad hoc, che siano innanzitutto resistenti all’usura e facilmente sanificabili”.
Innovazione, dunque, ma al servizio della praticità, con fibre come il Triexta, “smacchiabile anche solo con acqua, ideale per le aree ad alto passaggio. Un materiale ad alte performance anche sul fronte della sanificazione, dal momento che richiede meno prodotti chimici: la macchia non si fissa alla fibra, rimane superficiale e si rimuove con acqua”.
E che dire, poi, delle fibre ottenute dalle bottiglie di plastica riciclata? “In questo campo la ricerca ha fatto passi da gigante – sottolinea la general manager – dando vita a una fibra identica, alla vista e al tatto, alla lana”.
Ma anche sul fronte delle fibre naturali si può essere virtuosi: “Noi – spiega Erba – usiamo ovviamente la lana, ma anche tantissima seta vegetale di banano e bambù, piante che crescono senza richiedere grandi quantità d’acqua o manutenzione particolare. La sostenibilità ambientale è ormai diventata per noi un must, così come la necessità di ridurre i costi. Nel nostro caso, ad esempio, in certe collezioni abbiamo ottimizzato la tintura dei filati, selezionando quattro colori invece dei consueti otto”.
Le nuove creazioni
Fondamentale resta sempre il rapporto con i designer. Tra le più recenti collaborazioni quella con Marco Zito, che ha disegnato una delle nuove collezioni di Carpet Edition: Barene. Un prodotto che testimonia il profondo legame tra l’uomo e il suo territorio, traendo ispirazione dalle barene della laguna di Venezia, un fragile sistema di isolotti che custodisce una straordinaria biodiversità vegetale e animale. “Siamo partiti dalla cartografia e dalle foto aeree delle barene, rispettando i colori e le proporzioni dei livelli – spiega Zito -. Il disegno è così divenuto un pattern digitale di livelli capaci di possibili combinazioni”.

Un tappeto della collezione Barene by Marco Zito
L’impiego di lana Nuova Zelanda, lana Nuova Zelanda Felted, lana Nuova Zelanda Hardtwist e lino crea un equilibrio tra struttura e morbidezza, mentre le variazioni di altezza riproducono i diversi livelli del paesaggio lagunare, generando rilievi che amplificano la percezione tattile e visiva.
Altro prodotto nuovo, taftato a mano e realizzato in lana Nuova Zelanda, è Lama by Margherita Franchi, il cui intento è di dar forma, attraverso il tessile, alla lezione trasmessa da Lucio Fontana con ‘Concetto spaziale, Attesa’. Una creazione che costituisce una rilettura contemporanea dello Spazialismo e che mira ad accorciare le distanze tra arte e design, fino a farle coincidere.

Carpet Edition, collezione Lama by Margherita Franchi
Tra le novità anche Reef e Tide, disegnati da lualdimeraldi, che si ispirano al principio dell’acqua come generatrice di forma. Mentre Reef evoca la naturale bellezza delle pietre levigate dall’acqua e dal tempo, con geometrie irregolari e cerchi, ovali e poligoni che si incastrano tra loro come un mosaico, Tide interpreta, invece, i ripple mark, increspature leggere che si formano sulla sabbia per effetto del vento o del movimento dell’acqua. Le sue linee sembrano emergere e rientrare nel tappeto, creando un effetto “mobile”, come tracce lasciate dall’acqua che si ritira lentamente sulla sabbia bagnata.
Per ricreare questa percezione di movimento, Tide presenta una variazione di altezze del vello differenti. Reef è taftato a mano ed è realizzato in lana Nuova Zelanda. Tide, invece, è tessuto a mano su telaio: la base è realizzata in lana indiana, mentre i decori a rilievo, che donano tridimensionalità e morbidezza al tatto, sono in lana Nuova Zelanda.

Carpet Edition, un tappeto della collezione Tide
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