Da sfondo neutro a superficie dalla spiccata personalità: la ceramica è diventata racconto sensoriale. Tra cotto, smalti e grafiche tridimensionali, restituisce agli spazi la bellezza del tatto. Oggi, più che mai, la materia è esperienza: superfici tattili e morbide alla vista capaci di creare ambienti intimi nelle camere e nelle spa, mentre nei ristoranti e nelle lobby texture e colori diventano linguaggio identitario, evocando territorio, gusto e memoria.
E mentre la sostenibilità resta centrale, è la ricerca tecnologica a guidare la scena. Marazzi, che ha tagliato il traguardo dei 90 anni, ha presentato due avatar interattivi che dialogano con i clienti e Under the Skin, la villa immaginaria firmata Charlotte Taylor, “uno spazio coeso in cui architettura e arredamento si integrano perfettamente”.
Atlas Concorde affida la propria narrazione a due studi importanti: “Abbiamo immaginato una città fluida e aperta – raccontano Pagliani e Rossi di Park – e Boost Vision ci ha permesso di lavorare con un materiale che suggerisce l’architettura senza imporre”. Alberto Apostoli, con Nyra, esplora “un design in cui materiali, texture e colori alimentano il benessere”.

Le superfici Marazzi sono filo conduttore di ‘Una casa immaginata’ di Charlotte Taylor, all’interno del volume ‘Marazzi Under The Skin’ (disegno di Charlotte Taylor).
Il ritorno della misura
I grandi formati dominano per continuità visiva e posa snella, ma diventano più leggeri, riducendo l’impatto e ampliando la percezione dello spazio. Tra le tendenze, torna il piccolo formato: geometrie essenziali, pattern a spina di pesce o chevron, superfici che ricordano trame tessili.
Il mix and match è protagonista: Terrasale di Marca Corona unisce basaltina vulcanica e limestone marino; Quadrille di Decoratori Bassanesi, disegnata da Clara von Zweigbergk, trasforma il ritmo della danza francese in geometria. “Ogni piastrella – racconta la designer – è pensata per dialogare con le altre, generando combinazioni inaspettate e scenari mutevoli: una collezione che invita alla composizione e alla variazione, suggerendo superfici strutturate e leggere”.

Aquatic Creatures di Ceramica Bardelli firmata da Riccardo Capuzzo, con decori in rilievo stampati a freddo.
Gli effetti della ceramica
La boiserie conquista i brand: la propone anche Marazzi, e gli fa eco Mutina, che con Motivo reinterpreta il rivestimento ligneo creando giochi di ombre e rilievi, “un equilibrio tra funzione e bellezza” spiega Ronan Bouroullec, il progettista.
La ricerca cromatica nelle ceramiche resta presente, pensata per dettagli scenografici, ma i toni neutri dominano, tra sabbia e cenere. Le essenze lignee non imitano più, ma interpretano la materia naturale; pietre e marmi si riscoprono opachi e vintage. È l’ora del matt: il lucido si spegne, la materia parla da sé. Solo l’onice conserva la sua opulenza lucida. Novità come il prodotto CottoMilano di Ceramiche Keope propongono finiture ultra-opache e vellutate, ispirate alla storica Fornace Curti: ideali per lounge e ristoranti. SensiEtna di Florim, firmata Thun e Fasciana, nasce dall’incontro tra vetro riciclato e pietra lavica, una scelta perfetta per spa e wellness.
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