Tutta una questione di equilibri. A volte sottili a volte così impegnativi da rallentare le ristrutturazioni. Come ben spiegato nella main news da Mariapia Bettiol, gli architetti in molte situazioni devono compiere i salti mortali per mettere d’accordo tutte le parti coinvolte.
Se poi si tratta di antiche strutture montane l’impresa può essere ancora più estrema. La contaminazione tra l’antico albergo e quello del futuro in molti casi va ben oltre l’immaginazione, ha spiegato Bettiol. Soprattutto in questa fase di mercato dove le strutture alberghiere sono sempre più spinte verso la fascia di alta gamma, l’unico segmento che non ha subito pesanti perdite durante il periodo del Covid e nei mesi successivi alla riapertura. Spesso progettare la ristrutturazione è anche l’unica strada di proprietà e gestioni per cambiare passo e approccio al mercato.
Dalle costruzioni di un tempo si è passati infatti a un design immerso nella tradizione. L’esempio del Grand Hotel Cervino, progetto seguito dalla stessa Bettiol, è senza dubbio quanto di più vicino si possa immaginare del legame tra albergo e territorio. Un legame che viene spesso definito una connessione garbata. Parola di un tempo, quasi dimenticata. Che vive nei pensieri e nei progetti di Mariapia Bettiol.
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