“Gran parte del nostro lavoro consiste nel creare una sensazione”. È da questa frase che si capisce tutto di Yabu Pushelberg, molto più che dai dati di un portfolio. Non quanti hotel hanno firmato, non in quante città sono presenti: quello che conta, per George Yabu e Glenn Pushelberg, è ciò che resta dopo che si è attraversata una soglia, seduti a un tavolo, posato un bicchiere.
Da Toronto, dove lo studio nasce nel 1980, questa convinzione si è trasformata in un metodo. “L’interior design è stato il nostro punto di partenza – racconta Glenn Pushelberg -, ma a un certo punto ha iniziato a sembrarci limitante”. Così, quando un progetto chiamava un tavolo, una lampada, un bicchiere che non esistevano ancora, la risposta è diventata naturale: crearlo. “Non ci è mai sembrato completo progettare un ambiente senza dare forma agli oggetti con cui le persone interagiscono fisicamente”.

Il nuovo ristorante The Ilisian. Courtesy Giorgos Sfakianakis
È da questa tensione – tra lo spazio e ciò che lo abita – che lo studio ha costruito nel tempo un approccio trasversale, capace di muoversi tra architettura d’interni, product design, hospitality e retail senza mai perdere il filo. Un filo che non è stilistico, ma esperienziale.

La poltroncina Haven di Living Divani. Courtesy Living Divani
La recente esperienza lo ha dimostrato attraverso una serie di collaborazioni con marchi come Poliform, De Padova, Molteni&C, Porro, Living Divani e MDF Italia. Progetti diversi per scala e funzione, accomunati dalla stessa domanda di fondo: cosa deve lasciare questo oggetto in chi lo usa? La risposta più articolata arriva però da Atene, con il nuovo ristorante Onuki all’interno di THE ILISIAN, un progetto di hospitality che intreccia cultura giapponese e identità mediterranea in un dialogo sottile, fatto di materiali, luce, proporzioni. Uno spazio pensato, prima ancora che visto. «In un mondo già pieno di oggetti», osserva George Yabu, «crediamo che ogni novità debba meritarsi il proprio posto, resistendo alla prova del tempo e servendo a uno scopo chiaro e ponderato.» Una dichiarazione che vale per una sedia come per un ristorante intero. Che si tratti di un oggetto o di una scala architettonica, Yabu Pushelberg continua a muoversi lungo un unico principio: dare forma all’esperienza, prima ancora che allo spazio.

Archie Collection per MDF Italia. Courtesy Lorenzo Cappellini
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