Sono le famiglie a guidare l’exploit del turismo open air in Italia. Questo quanto emerge dal Camping Report (CaRe) 2026 di campeggi.com, il portale online di campeggi e villaggi vacanze, secondo il quale i viaggiatori che scelgono il campeggio in compagnia di partner e figli rappresentano ben il 77% delle ricerche totali, con una crescita di due punti percentuali rispetto al 2025.
Ricerche che, se paragonate a quelle dello scorso anno, sono aumentate del 34%.
A confermare lo scenario che vede le famiglie come target preferenziale di riferimento sono anche i servizi più cercati: al primo posto ci sono animazione e baby club (37%), seguiti dalle strutture pet friendly (19%). Completano la classifica piscine e parchi acquatici (15%), vicinanza alla spiaggia (13%), ristorazione e market (9%) e le formule di mezza pensione o pensione completa (7%): tutti servizi che evidenziano come il camping village sia oggi percepito sempre di più come una vera e propria esperienza.
L’outdoor si evolve così in un modello di resort moderno, dove il valore della vacanza è strettamente legato alla qualità e alla quantità dei servizi offerti. Non si tratta solo di scegliere un alloggio, ma anche di abbracciare una family experience a trecentosessanta gradi, fatta di comfort, piscine e intrattenimento: una formula “premium accessibile” per la quale non si punta a un risparmio fine a se stesso, ma a una vacanza che offra un alto valore per il budget investito.
“Per capire i trend del turismo outdoor – commenta Cristian Capizzi, ceo di KoobCamp, il network al quale appartiene campeggi.com – dobbiamo andare oltre i numeri: le visite alle pagine del portale rappresentano una parte del quadro, ma la crescita che osserviamo si legge anche attraverso altri indicatori: richieste di contatto, preventivi e altri segnali che i nostri sistemi interni monitorano quotidianamente. È questa visione d’insieme a guidare la nostra lettura del mercato”.
Un mercato che, aggiunge, “quest’anno ci dice chiaramente che il campeggio sta diventando sempre più una scelta di famiglia, orientata al comfort e ai servizi, per una vacanza all’aria aperta davvero senza pensieri. Le opportunità per gli operatori del settore stanno proprio qui: nella capacità di rispondere a questa domanda in evoluzione, intercettando anche una crescente componente internazionale e destagionalizzata”.
Comfort e praticità guidano le scelte
Anche dal punto di vista degli alloggi, per il 2026 la parola chiave è comfort. La preferenza va infatti nettamente agli alloggi fissi (bungalow e case mobili) scelti dal 65% dei viaggiatori, una maggioranza che riflette soprattutto le esigenze delle famiglie: spazi definiti, servizi inclusi e nessuna sorpresa. Le piazzole (per camper, tende, caravan e soste) si attestano al 32%, terreno dei camperisti abituali e di chi decide di partire all’ultimo momento. Chiude il quadro il glamping, scelto dal 3% degli utenti: chi opta per questa formula cerca un’esperienza immersiva e di charme, spesso concentrata in soggiorni brevi (come un weekend o un’occasione speciale), dove il contatto con la natura si combina con un comfort ricercato.
Il 48% dei viaggiatori fa ricerche dall’estero
Se nel 2025 il 78% delle ricerche proveniva dal mercato domestico (contro un 22% dall’estero), nel 2026 il gap si è ridotto in modo significativo: le ricerche italiane si fermano al 52%, mentre quelle internazionali salgono al 48%. Un cambio di proporzioni che racconta come l’Italia outdoor stia diventando una meta sempre più ambita ben oltre i confini nazionali. A guidare la classifica dei mercati stranieri sono Germania, che da sola rappresenta il 21% del totale delle ricerche, Svizzera (8%) e Austria (6%); seguono i Paesi Bassi (5%). Completano la classifica Francia, Danimarca, Spagna, Cechia, Polonia e Regno Unito.
La Liguria sorpassa la Sardegna
La geografia delle vacanze open air in Italia conferma i grandi classici, pur con qualche variazione. Tra i viaggiatori italiani, il 2026 segna un cambio al vertice: la Liguria cresce del 64% e conquista la prima posizione con il 16% delle ricerche totali, superando la Sardegna, che scende al secondo con il 14% (+25% rispetto al 2025). Terza e quarta si confermano rispettivamente Toscana (10%, che registra una crescita del 21%) e Puglia (8%, in aumento del 4%), seguite, con il 6% ciascuna, da Calabria (che passa dal settimo al quinto posto grazie a una crescita del 48%), Abruzzo (in calo di una posizione, con una crescita del 2%) e Veneto (che dall’ultimo posto del 2025 scala la classifica con un +43%). Chiudono la Top 10, con il 5%, le Marche (scese di due posizioni pur guadagnando un +11% nel numero di ricerche), il Trentino Alto Adige (+39% rispetto al 2025) e la Sicilia (che passa dall’ottavo al decimo posto, crescendo però del +13%).
Sul fronte del turismo internazionale, invece, se nel 2025 i viaggiatori stranieri puntavano soprattutto sul lago di Garda (in particolare sul versante veneto) e sulla Riviera Adriatica, tra Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, quest’anno la geografia delle preferenze si arricchisce. In cima alle preferenze c’è la Sardegna, seguita da Toscana, Veneto e lago di Garda, che conquistano il podio delle destinazioni italiane più ricercate all’estero; conclude la Top 5 la Liguria.
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