La vacanza supera il concetto di relax passivo per diventare strumento attivo di prevenzione e qualità della vita. Cambia il modo di viaggiare e cambiano gli standard dell’ospitalità. A InOut 2026, a Rimini Fiera, un tema di grande attualità: la ‘Longevity Hospitality’, al centro di un panel che ha focalizzato il dibattito sui nuovi modelli di accoglienza. “Il longevity è in forte crescita – ha sottolineato innanzitutto Giulio Contini, direttore della Scuola Italiana di Ospitalità – e necessita di figure in grado di progettare esperienze dialogando con professionisti di tutti i settori. Per questo la SIO lancia un corso di alta formazione, in partnership con l’Università Campus Bio-Medico, con la finalità di formare i futuri professionisti della longevity hospitality”.

Un nuovo segmento del turismo a tutti gli effetti, “a patto che abbia un’identità distinta dall’hotel tradizionale e dalla struttura di cura”, come ha evidenziato Lucia Magnani, ceo Lucia Magnani Health Clinic. E a sancire il tutto, la voce di una realtà dell’hospitality che ha fatto del wellness una cifra distintiva: “Per Lefay la vacanza longevity è un’esperienza per imparare a mantenersi in salute – ha affermato Alessandra Scatà, spa manager Lefay Resorts -. Cura dell’ospite, consulenza medica, natura, movimento e alimentazione aiutano a riscoprire abitudini di vita orientate al benessere”.

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