Dal 2 marzo al 25 luglio 2026. Sono bastati quattro mesi di intensi lavori per trasformare il volto del Ganis Resort in Val D’Ega, che si prepara a riaprire tra meno di un mese con spazi ampliati e una connessione visiva e fisica ancora più intensa con il paesaggio altoatesino.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con TARA Architects e con lo studio altoatesino achammer+breitenberger, specializzato in sviluppo turistico e project management, reinterpreta in chiave contemporanea l’ospitalità del resort e introduce quella che Markus Pichler, ceo di Ganischger Srl, definisce “un’accoglienza unica nel segmento alpino premium”.
“L’obiettivo – spiega a InOut Review Pichler, proprietario del resort con la sua famiglia – era trasformare Ganis Resort in una destinazione alpina contemporanea, più luminosa, spaziosa e orientata al benessere, senza perdere ciò che da sempre caratterizza il mondo Ganis: autenticità, ospitalità familiare e forte legame con il territorio”.
La sfida principale è stata coordinare simultaneamente decine di imprese e maestranze per rispettare una tempistica estremamente ambiziosa. Le fasi hanno incluso demolizioni, interventi strutturali, realizzazione delle nuove camere e suite, costruzione della nuova area wellness e completamento degli spazi comuni. “Volevamo creare un resort capace di mettere ancora più in connessione gli ospiti con il paesaggio delle Dolomiti – continua il ceo -, offrendo spazi moderni dedicati al relax, all’attività outdoor e alla socialità. Il risultato è una struttura completamente ripensata che valorizza luce, panorami e qualità dell’esperienza in ogni ambiente”.
Il progetto ha coinvolto sia le camere, sia tutti i principali spazi comuni. Sono sedici le nuove camere e suite, che si aprono al paesaggio attraverso facciate vetrate a tutta altezza, prive di cornice, per offrire una vista ininterrotta sul massiccio del Catinaccio-Rosengarten e dissolvere il confine tra interno ed esterno in un continuum in cui ambienti, luce e panorama diventano veri e propri elementi di arredo.
Oltre alle suite le trasformazioni più significative riguardano la nuova area SPA indoor-outdoor con infinity pool panoramica aperta tutto l’anno, la Sauna House Adults Only, il nuovo ristorante e bistrot, il bar con camino centrale, la lobby e la grande terrazza panoramica affacciata sul Massiccio del Catinaccio.
Il resort ha in tutto 52 camere tra contemporary e classic style – di cui 16 twin -, una sala meeting a illuminazione naturale per un massimo di 40 persone e diverse aree breakout interne ed esterne.
Protagonisti assoluti, i materiali naturali. “La scelta di questi ultimi – spiega Pichler – è stata guidata dalla volontà di creare ambienti autentici, durevoli e in armonia con il paesaggio alpino. Abbiamo optato per superfici dalle tonalità calde e rilassanti, capaci di dialogare con il panorama dolomitico. La palette cromatica è stata studiata per valorizzare la luce naturale e lasciare che siano le montagne a diventare il vero elemento scenografico degli spazi”.
E per valorizzare al massimo la posizione privilegiata di fronte al Catinaccio sono state introdotte ampie superfici vetrate, nuove camere panoramiche, una infinity pool affacciata sulle montagne, una grande terrazza e numerosi spazi pensati per vivere il paesaggio in ogni momento della giornata.
“Sul piano ambientale – aggiunge il ceo – le scelte si sono concentrate su efficienza energetica, riduzione dei consumi e utilizzo di materiali selezionati per durabilità e minore impatto lungo il ciclo di vita. Gli impianti sono stati progettati per ottimizzare riscaldamento e gestione dell’acqua, con particolare attenzione al contenimento degli sprechi e al miglioramento delle performance complessive della struttura”.
Dal punto di vista sociale, invece, il progetto ha valorizzato la filiera locale, coinvolgendo imprese, artigiani e fornitori del territorio, con l’obiettivo di generare ricadute economiche dirette sulla comunità.
Qui sotto un ritratto di Markus Pichler e la fotogallery con i rendering dei diversi ambienti
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