Dalla gestione dinamica dei prezzi alle risposte agli ospiti e agli investimenti pubblicitari: l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento operativo per le imprese open air, se integrata nei processi aziendali. È quanto emerso dal convegno “L’Intelligenza Artificiale nelle imprese Open Air: opportunità, strumenti e competenze per il futuro” organizzato a InOut 2026.
Valeria Minghetti del Centro Studi Faita Federcamping ha presentato l’analisi della stagione 2026, condotta su oltre 300 imprese. Le presenze hanno registrato bilanci incoraggianti, ma con risultati diversi tra territori e destinazioni. La montagna ha proseguito il trend positivo, mentre il caldo intenso ha penalizzato alcune aree interne e culturali. Gli operatori segnalano, inoltre, l’aumento dei costi di viaggio e una maggiore sensibilità al prezzo. Diventa quindi importante superare i listini statici e adattare le tariffe alla domanda.
I dati di HBenchmark mostrano come l’analisi della booking window consenta di capire non solo quanto si vende, ma quando e a quale prezzo. L’intelligenza artificiale può elaborare queste informazioni e generare alert per suggerire quando modificare le tariffe o le strategie commerciali.
Luca Vescovi, di OpenRosetta.ai, ha illustrato altre applicazioni: rispondere agli ospiti 24 ore su 24 tramite chatbot, email e WhatsApp, aggiornare le informazioni sui diversi canali e ridurre le attività ripetitive, lasciando allo staff più tempo per l’accoglienza. Restano centrali l’integrazione dei software, la tutela dei dati e la formazione. L’obiettivo non è sostituire l’ospitalità con la tecnologia, ma prendere decisioni più tempestive e migliorare il servizio.
Le cifre dell’open air
Secondo i dati Faita elaborati dalla piattaforma HBenchmark, nel 2026 i ricavi complessivi dei campeggi e villaggi turistici sono aumentati del 20% rispetto agli ultimi due anni. A spendere di più (173 euro al giorno) sono stati i turisti danesi, mentre il più alto numero di prenotazioni è arrivato dalla Germania e dall’Italia, ma la permanenza più lunga (quasi 12 notti) è degli ospiti dei Paesi Bassi. Buone anche le prenotazioni registrate a fine settembre per il 2027, che vedono già un’occupazione media giornaliera dei campeggi del 15% fino al 27 marzo, con un incremento del 39% rispetto allo stesso periodo di osservazione del 2025.

Nella prima parte della stagione il 2026 registra il successo dei laghi, con una crescita media del 2,6% negli arrivi e di +1,6% del fatturato rilevati a giugno, che si arresta nella parte centrale della stagione. Forte la domanda dalla Germania e dal Nord Europa, con particolare successo delle mobile home in Lombardia, Veneto e Trentino. Le spiagge mantengono le posizioni, mentre la montagna segna una consistente crescita, dovuta probabilmente alla ricerca di refrigerio in un’estate torrida: proprio in montagna tra maggio e settembre il settore registra un +3,4% di presenze dei turisti stranieri e un +1,2% di turisti italiani rispetto allo stesso periodo del 2025. In vetta c’è la Valle d’Aosta, dove le alte temperature hanno visto schizzare le presenze nei campeggi al +11% (con punte del +22%) rispetto all’estate precedente.
“Questo è l’anno della consacrazione dell’open air, dopo un lungo periodo di investimenti sul fronte qualitativo, dalla sostenibilità alla digitalizzazione, ai servizi – spiega Alberto Granzotto, presidente Faita -. Oltre all’allungamento della stagione, stiamo assistendo all’apertura di nuovi campeggi e villaggi anche a ridosso dei centri storici e delle zone termali, come sta avvenendo ad esempio in Veneto, segno che chi sceglie la vacanza all’aria aperta non guarda solo al mare e ai laghi, ma cerca nuovi stimoli”.
Tra le mete più competitive il Veneto, l’Emilia Romagna e la Toscana. Il bel tempo di quest’estate ha visto, inoltre, allungarsi la stagione in molte delle 2600 strutture presenti in Italia, facendo ben sperare in un ulteriore aumento degli arrivi e delle presenze (che nel 2025 ammontavano rispettivamente a 11,2 e 74 milioni).
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