“Crediamo che la musica e il sound design possano generare benessere, cultura e relazioni durature” spiegano Roberto Brignoli e Matteo Arancio, fondatori di Rubrasonic, atelier creativo che dal 2002 si occupa di costruire ‘identità sonore’ per brand e aziende, tra cui resort e spa, come Lefay e Adler. Oggi sonorizzano circa 2mila spazi in 26 Paesi del mondo e hanno due sedi, in Italia (a Palosco, provincia di Bergamo) e Spagna. Il loro ultimo progetto riguarda una ‘urban spa’ tra le più grandi d’Europa, in fase di apertura: “Il suono delle diverse aree, dal percorso romano all’hammam alle zone orientali e himalaiane, dai passaggi d’acqua agli spazi di meditazione e relax, sarà sincronizzato con le luci degli ambienti, per garantire continuità percettiva e immersiva”.

Una formazione da musicisti, Brignoli e Arancio mettono il ‘suono’ al centro di ogni progetto, dedicandosi con cura maniacale e con piattaforme di proprietà, create negli anni per facilitare anche la gestione da parte dei clienti.
Parliamo del loro percorso con Roberto Brignoli.

Avete iniziato con il retail e gli eventi, quando è arrivato anche il mondo dell’hospitality?
Direi circa 15 anni fa e abbiamo assistito a una crescita costante di richieste. Tanto che l’anno scorso abbiamo deciso di puntare su turismo e hotellerie creando un team specializzato.
Siamo molto contenti perché con un hotel si lavora su spazi molto diversi, dalla lobby alla spa, fino alle cigar room. Ultimamente, poi, sulle residenze private, che sono un trend nei resort.

Quale valore aggiunto per una struttura quello di avere una ‘identità sonora’ precisa?
Tutti i brand o aziende hanno un’identità sonora, solo che spesso è inconsapevole. È composta da tutti i suoni e musiche con cui entrano in contatto i clienti ogni giorno, dalla musica d’attesa al telefono alla radio che passa in reception, fino ai social media. Il passo successivo è controllare tutti questi touch point in modo da creare una identità unica e coerente con il marchio. Si tratta di trovare la voce, il suono del proprio hotel.

Come allineate tutte le persone su questo?
Facciamo formazione, su richiesta, e diamo una vera ‘audio style guide’ alla quale attenersi.

Come lavorate con gli hotel?
Per prima cosa visitiamo la struttura e facciamo un’analisi della situazione, poi seguono interviste con la proprietà e il personale, ad esempio con lo spa manager, che ci spiega la filosofia del suo spazio. Infine, proponiamo una ricetta e sviluppiamo le playlist, che possono essere composte da musica già pubblicata o paesaggi sonori che creiamo ad hoc.

Ad esempio per le spa?
Sì, lavoriamo sulla suggestione. Rumori di natura, acqua, vapore, a seconda di dove dovrebbe sentirsi l’ospite, in Oriente, in Marocco…

Fate aggiornamenti stagionali?
Dipende dalla richiesta, ma è buona prassi farlo, ad esempio se alla spa entrano nuovi trattamenti, o se cambia la stagione. Esempio classico è il Natale. Molto dipende dalla visione della direzione, ovviamente.

Qual è il valore aggiunto di lavorare con professionisti del suono?
Esattamente come ci si affida all’architetto per fare una ristrutturazione, siamo professionisti specializzati. Teniamo i clienti costantemente aggiornati sulle normative dei diritti d’autore, ad esempio.

Come aiutate i clienti una volta creata la colonna sonora?
Abbiamo una piattaforma proprietaria che ci consente di gestire tutto a distanza, interveniamo in caso di necessità, ci fosse il bisogno di togliere un brano lo facciamo in tempo reale. Risolviamo ogni tipo di problema.

Quali richieste avete esaudito di recente?
Abbiamo sviluppato due sistemi che consentono ai clienti di portare la colonna sonora anche fuori dalla struttura attraverso un semplice smartphone e senza app aggiuntive, basta un’inquadratura o un tap. SoundTag e Sonique sono due strumenti phygital che permettono di continuare la relazione con l’ospite una volta uscito dalla struttura. L’idea nasce dalle richieste che gli hotel ricevono da parte dei clienti, che desideravano sapere come riascoltare un determinato brano che li aveva fatti stare bene in hotel o nella spa.
Quale souvenir migliore per rimanere in contatto con i clienti se non con un ricordo sonoro?

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