Recuperando il senso originario della pulchritudo latina – celebrata con lettere luminose sulle pareti della sede di Lugano – ma facendo anche tesoro della celebre dichiarazione del Principe Myškin di Fëdor Dostoevskij, il primo studio d’architettura specializzato in hospitality & care è infine riuscito a spingersi oltre il concetto di benessere.
Oggi, infatti, realizza progetti luxury nei quali il ripensamento creativo degli spazi opera direttamente sulla salute dell’individuo, in linea con quella ricerca della longevità che, proprio nel Canton Ticino, trovò massima espressione nel movimento culturale della Lebensreform. Se l’inaugurazione di Palazzo Giovanelli a Venezia, prevista per il 26 luglio, invita ad apprezzare la vocazione dello studio al recupero del patrimonio immobiliare storico (ristrutturazione di 33 camere valorizzando elementi di stile individuati con la Soprintendenza ai Beni Architettonici, al pari di una balconata extra white con inserti in ottone e marmo rosso), è soprattutto la ridefinizione degli ambienti clinici a mostrare quanto il valore dell’ospitalità possa generare pulchritudo nell’asetticità dell’ordine.
“La sfida che affrontiamo nel far convergere hospitality & care – spiega Gabriele Gascón, founder e creative director dello Studio Gascón – consiste nel trovare sempre un punto di equilibrio fra tecnologia e paziente, affinché quest’ultimo viva l’esperienza di cura come ospite, senza privarsi però di garanzie sulla rigorosità dei trattamenti o degli interventi cui si sottopone. Un solo granello di polvere nell’aria, ad esempio, può compromettere la salute del paziente o la permanenza dell’ospite. Abbiamo dunque imparato a lavorare ‘a cuore aperto’ sugli immobili, sviluppando tecniche di impacchettatura sterile degli ambienti, grazie alle quali permettere alla clinica e agli hotel di non chiudere neppure durante le opere di ridefinizione dei propri immobili”.

Gascón Group Hotel Splendide Royal
Ripensare gli spazi di cura in ottica di ospitalità, come nell’intervento realizzato per la Clinica Valmont di Glion, al pari di quelli di ospitalità ma memori della lezione derivante dagli spazi di cura – di cui il Grand Hotel & Spa Victoria Interlaken Family & Kids Area è un modello ideale di adattamento dei principi pedagogico-pediatrici -, significa inoltre prevedere e prevenire nuove emergenze sanitarie: in futuro, dunque, accessori per l’ossigenoterapia o la vacuum terapia saranno destinati a divenire elementi integranti della progettazione degli hotel. Analoga precauzione, però, viene oggi rivolta alla qualità della nutrizione nelle cliniche, dal momento che i servizi ristorativi esprimono sempre un’attenzione speciale per la salute individuale, anziché essere un semplice lusso. In quanto strumento abilitante e connettivo, la domotica sta inoltre assumendo un valore sempre più funzionale nel rapporto camera privata-ambienti pubblici. “Il nostro interesse è principalmente orientato verso immobili di valore abbandonati – aggiunge Gascón – e, proprio in Italia, abbiamo individuato una struttura nei pressi di Montepulciano, con ben 10 ettari di terreno, ideale per trasformarsi in esempio di spazio longevity. Potendo contare tanto sul coinvolgimento di investitori quanto di gestori, siamo aperti a valutare opzioni su ogni mercato: gli antichi sanatori lombardi della Valtellina, ad esempio, potrebbero essere messi sicuramente al centro di un futuro piano di recupero”.
Potendo contare su un’offerta di servizi estremamente diversificata, che prevede una unit per forniture e arredi su misura (Archtailor), una rete di artisti per integrare opere uniche negli immobili (Art for Hospitality), ma anche produzione di podcast e contenuti visivi per raccontare la storia dei propri clienti (Gascón Editorials e Couture), lo studio di Lugano è oggi il partner di riferimento per declinare i progetti in vere e proprie esperienze di vita trasformativa.
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