Un omaggio all’eredità del designer italiano Andrea Branzi, ma anche un’occasione unica per vedere riunite per la prima volta le opere che arricchiscono le strutture del gruppo in tutto il mondo. Si muove su un duplice binario ‘Objects That Speak’, l’installazione immersiva curata in collaborazione con Deyan Sudjic, direttore emerito del Design Museum di Londra, con cui Rosewood debutta alla Milano Design Week. Con un focus sull’artigianato locale, sul patrimonio culturale e sull’identità, ‘Objects That Speak’ sottolinea l’impegno di Rosewood nel creare spazi attraverso arte e design significativi. Al centro dell’installazione ci sarà un’esposizione su larga scala delle iconiche lampade artigianali di Branzi, presentate per la prima volta insieme a due delle sue uniche opere pittoriche murali.
Branzi, uno dei leader del movimento Radical Design italiano degli anni ’60 e fondatore dello studio di design d’avanguardia Archizoom Association, seguiva la politica delle ‘sequenze irripetibili’ e trovava modi per rendere il design un’esperienza individuale combinando materiali naturali, lavorazione manuale e una profonda componente narrativa. Alte fino a tre metri e uniche nella loro serie, le lampade sono realizzate in carta di riso giapponese e pietra blu belga, arricchite da foglie di bambù e acero, secondo le precise specifiche di Branzi.

credit Hesmerg photographty
Il potente racconto di Branzi sugli ‘oggetti che parlano’ continua nelle opere contemporanee esposte in mostra, realizzate da una rosa di nuovi artisti e designer, i cui lavori sono stati commissionati per le strutture Rosewood in tutto il mondo: Angelika Maria Stiegler, Bianca Tschaikner, Casper Braat, Frank De Ruwe, Frederik Molenschot, Jaime Hayon, Maarten Baas, Marc Quinn e Nicholas Shurey. Dal bonsai in bronzo di Marc Quinn, che riflette l’ossessione della società per il controllo della natura, agli orologi giocosi ‘sweeping’ di Maarten Baas e alle audaci ceramiche fiorite di Angelika Marie Stiegler, ogni opera è stata scelta per il suo racconto sull’evoluzione della cultura e della società. “La cultura e la storia locale sono il cuore pulsante del nostro processo creativo – spiega Trish Luyckx, chief design officer, Rosewood Hotel Group -. Ci guidano in ogni decisione, dai materiali che scegliamo alle narrazioni che intrecciamo nello spazio. Per me si tratta di creare una connessione autentica con la destinazione, una connessione che celebra le sue tradizioni, l’artigianato e le persone”.
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