Una struttura storica che arricchisce la propria offerta upper level con un edificio dal forte impatto visivo, al tempo stesso futurista e ancorato alla tradizione del luogo. È prevista il 16 maggio l’inaugurazione della nuova ala dell’Hotel Bella Vista di Trafoi, di proprietà di Gustav Thöni. Una realizzazione nata dalla creatività dell’architetto e designer Matteo Thun, legato al campione olimpico da un’amicizia di lunga data, che con Thöni condivide il grande amore per questo territorio alpino.
Ai piedi dell’Ortles, la vetta più alta dell’Alto Adige con i suoi 3.905 metri, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il Bella Vista rappresenta, da generazioni, un rifugio d’eccellenza per chi cerca quiete, natura e ospitalità autentica. “La struttura – ha spiegato in conferenza stampa Stephan Gander, direttore Marketing Stelvio Hotels – nasce nel 1875 come punto di passaggio per le carrozze che portavano le persone allo Stelvio. Così ha origine il turismo della località, in un edificio la cui lunga storia ha visto la presenza, tra gli altri, di Giuseppe Verdi, Enzo Ferrari, Ferdinand Porsche. Qui – ha aggiunto Gander – arrivarono anche le prime auto, in una delle prime corse in montagna. Trafoi è entrato poi nel dimenticatoio, ma il Bella Vista ha continuato a svilupparsi, anche se qui il turismo era solo estivo, d’inverno era tutto chiuso”.
L’ala include, tra l’altro, una nuova reception, 24 suite, il lounge bar con camino ‘Home of Gold’ già terminato a dicembre scorso, un centro benessere adults only con una sauna panoramica e, all’esterno, una spettacolare piscina a sfioro da cui si può guardare giù, verso il canyon del fiume, e una piscina anche per i più piccoli.
“La forma dell’edificio – ha spiegato Matteo Thun – nasce da un mio ricordo da bambino; la vista delle aquile. Per questo, in un contesto incredibile di natura, ho progettato una struttura che vuol ricordare proprio un nido per le aquile”.
Un omaggio alla natura e ai record della ‘Valanga Azzurra’
Il nuovo ingresso per gli ospiti non sarà più nell’edificio principale, ma nel raccordo tra la parte storica e quella nuova: “A dare il benvenuto nella nuova reception – ha aggiunto Thun – è Thoni stesso con le sue coppie e quello che ha fatto per la storia dello sport. L’architettura si subordina alla natura, ma soprattutto rende omaggio a un personaggio unico al mondo”.
“Per me – ha raccontato Gustav Thöni – è un’emozione incredibile vedere realizzato questo progetto insieme all’amico Matteo. Ne parlavamo da anni, e vederlo finalmente prendere vita qui a Trafoi è qualcosa di unico. È il simbolo di un’amicizia che resiste al tempo e dell’amore che condividiamo per queste montagne. Finalmente abbiamo dato anche un bellissimo spazio alla storia della mitica ‘Valanga Azzurra’”.
La natura è protagonista assoluta anche all’interno dell’edificio, con un panorama che entra negli spazi comuni, ma anche nelle suite attraverso le grandi vetrate che creano un dialogo diretto tra gli ospiti e il territorio. Gli interni, curati dall’architetto Christina Biasi von Berg dello studio Biquadra di Merano, accolgono angoli soggiorno e zone relax dove la luce naturale diventa elemento progettuale. Ogni suite è pensata come un osservatorio privilegiato sulla montagna, un rifugio silenzioso dove il panorama entra a far parte dello spazio abitato.
“L’hotel – ha sottolineato Thun – è impostato seguendo la regola di ‘zero chilometro, zero anidride carbonica e zero immondizia’. Utilizziamo materiale locale, l’energia dell’acqua e, quando l’albergo verrà modificato, sarà facile smontare la struttura perché non c’è nulla da buttare; a differenza del cemento, che dentro ha l’acciaio che arrugginisce, il mio edificio realizzato con il legno è fatto per durare”.
Di legno sono anche molti degli arredi interni, ad esempio gli sgabelli, realizzati in larice del posto. Ma a km zero sono anche gran parte dei collaboratori che stanno realizzando la nuova ala, i cui lavori sono partiti dopo anni di ‘lotta’ contro la burocrazia e dureranno in tutto 12 mesi. Molti degli artigiani coinvolti nel progetto sono, infatti, del territorio, così come dal territorio provengono gli ingredienti per le ricette proposte, che uniranno tre diverse culture culinarie: quella dell’Alto Adige, della Lombardia e dell’Engadina.
Qui sotto la fotogallery
Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con chi vuoi
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Hotellerie • News • Ospitalità
Con Google Hotels a decidere non è più l’ospite né l’albergatore, ma una piattaforma oltreoceano. E l'Europa avvia un’azione legale contro The Big G per violazione del Digital Markets Act
Con Google Hotels a decidere non è più l’ospite né l’albergatore, ma una piattaforma oltreoceano. E l'Europa avvia un’azione legale contro The Big G per violazione del Digital Markets Act

Design • Hotellerie • News
Una struttura circolare, che sembra sospesa tra passato e futuro e offre il dono dell’assenza: assenza di rumore, assenza di obblighi, assenza di giudizio
Una struttura circolare, che sembra sospesa tra passato e futuro e offre il dono dell’assenza: assenza di rumore, assenza di obblighi, assenza di giudizio

Design • Hotellerie • News
L'hotel, nato da un’idea di Antonio Panetta, ha 17 camere che riproducono fedelmente un'abitazione neolitica, dell'Enotria o della Magna Grecia
L'hotel, nato da un’idea di Antonio Panetta, ha 17 camere che riproducono fedelmente un'abitazione neolitica, dell'Enotria o della Magna Grecia













