Colori tenui che vanno dal grigio al verde e un arredamento che punta all’essenziale. Sono questi i primi particolari che saltano all’occhio varcando la soglia di DotCampus, la nuova forma di ospitalità rigenerativa nata a Roma.

Un tipo di accoglienza che ha come obiettivo la restituzione al territorio di qualcosa di più del semplice impatto ambientale zero. “Formalmente siamo un albergo a 3 stelle, non uno studentato, con una forma di ospitalità ibrida – ha dichiarato Elham Firmani, una dei due soci della struttura -. Perché noi vogliamo fare qualcosa di più per i ragazzi, vogliamo accompagnarli nel mondo del lavoro”.

Al piano terra della struttura, una ex scuola paritaria, lo spazio per le riunioni e il co-working aperto anche al quartiere di San Giovanni. Al piano interrato ci sono, invece, le cucine per gli studenti e una palestra aperta h24. Poi 83 camere su 6 piani, di cui i primi quattro destinati agli studenti che soggiornano qui per un periodo che va da 1 a 10 mesi, e gli ultimi due per l’hotellerie. La filosofia resta la stessa: camere semplici, essenziali e funzionali, con letti alla francese, scrivanie in legno chiaro e una parete per ogni stanza pensata come una lavagna lavabile su cui poter scrivere. “Lo stile del nostro albergo è senza fronzoli, ma solido e di qualità. Non ci sono mobili industriali, tutto è fatto a mano da un falegname di zona” ha aggiunto Firmani. La struttura è a impatto zero, grazie ai pannelli solari e ad un impianto di recupero e riciclo delle acque. Lavori che le sono valsi la certificazione Breeam.

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