“Esistere significa essere accolti: oltre l’accessibilità, l’Interior Design For All come opportunità per l’hotellerie contemporanea”. Questo il tema del confronto all’InOut Arena del Rimini Expo Centre, che ha messo al centro il contributo della progettazione a un’ospitalità alberghiera sempre più orientata a rendere le strutture inclusive e vivibili. “Un proprietario o un direttore di hotel hanno il compito di cercare di ottenere il massimo delle recensioni – ha osservato Marco Di Sano, architetto d’interni, responsabile Aipi Interior Design for All -, quindi il loro compito è quello di cercare di ottenere da persone molto diverse tra loro un riconoscimento della qualità della propria offerta. Il progettista ha un know-how che consente di cercare di interpretare quelle che sono le diverse esigenze. Non significa progettare hotel speciali per persone speciali, ma progettare hotel migliori”.
La diversità delle persone diventa punto di partenza del progetto, che va oltre la rimozione delle barriere. Il design for all e il design inclusivo hanno lo scopo di aiutare a rendere l’esperienza di soggiorno più confortevole e fruibile. “L’accessibilità è una condizione necessaria, non un traguardo – ha sottolineato Di Sano -. E la vera guest experience si misura in autonomia, comfort e dignità”. Concetti che anche la produzione industriale e il settore delle forniture alberghiere stanno tenendo in seria considerazione. “Cosa significa rendere una camera accessibile? – ha detto Andrea Mandò, responsabile commerciale Fas Italia -. Vuol dire concentrarsi su aspetti fondamentali: l’ambiente, cioè gli spazi, gli arredi, i percorsi di illuminazione. Un ospite si sente accolto quando può orientarsi e muoversi all’interno della camera, utilizzare gli oggetti e i servizi a disposizione nella maniera più corretta e facile possibile. Quindi il nostro apporto è mettere in grado l’hotel di avere camere arredate correttamente sul piano funzionale”.

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