A bordo piscina, su una terrazza panoramica o lungo il percorso verso la spa, il comfort di un hotel si misura anche sotto i piedi. Le pavimentazioni assorbono energia solare durante il giorno e la restituiscono nelle ore successive: un rooftop può restare caldo ben oltre il tramonto, anche quando pergole e schermature hanno già fatto il loro lavoro. Per questo la progettazione outdoor guarda sempre più alla superficie come a un elemento climatico. Due sono le direzioni principali: riflettere la radiazione solare e favorire il deflusso dell’acqua.
Riflettere il calore
Il gres porcellanato con elevato indice SRI, Solar Reflectance Index, aiuta a limitare il surriscaldamento grazie alla capacità della superficie di riflettere la radiazione solare. Una prestazione che acquista valore negli spazi esterni ad alta frequentazione, dove resistenza, stabilità e facilità di manutenzione devono convivere.
A questa funzione si aggiungono tecnologie che intervengono direttamente sulla superficie. Active Surfaces® di Iris Ceramica Group trasforma la lastra in un materiale eco-attivo che, attivato dalla luce anche artificiale, contribuisce a degradare alcuni inquinanti atmosferici, limitare l’adesione dello sporco e svolgere un’azione antibatterica e antivirale.

Le piastrelle Active Surfaces® di Iris Ceramica Group sul lungomare di Cattolica integrano una tecnologia fotocatalitica che, attivata dalla luce, degrada gli inquinanti, limita lo sporco e svolge un’azione antibatterica e antivirale
La ricerca lavora, intanto, sulla possibilità di unire prestazione e qualità materica. Solaris di Cotto d’Este reinterpreta la pietra calcarea mediterranea in quattro tonalità, Ostuni, Trani, Spalato e Rodi; Perpetual di Panaria Ceramica porta, invece, sulla superficie le venature di marmo e travertino. Il gres diventa così un’alternativa alla pietra naturale anche per gli spazi esterni, con prestazioni più controllabili. Un esempio arriva da Armonia 19, edificio milanese progettato dall’ingegnere Simone Dominoni e certificato in classe energetica A.

Perpetual di Panaria Ceramica interpreta travertino e marmo in un gres ad alta resistenza. Qui nella finitura Travertino Cream da 20 mm, posata a secco sull’erba
La serie Clays di Marazzi, nella tonalità Cotton, è utilizzata sia a piano terra sia nella facciata ventilata dal primo al nono piano. Cambiano funzione e sistema di posa, mentre il materiale mantiene una continuità progettuale tra superficie e involucro.
Drenare l’acqua
L’altro fronte è quello idrico. Calcestruzzi porosi e pavimentazioni drenanti permettono di ridurre il deflusso superficiale e gestire parte delle precipitazioni direttamente in sito. i.idro DRAIN di Heidelberg Materials, già Italcementi, è un esempio di calcestruzzo ad alta permeabilità destinato a questo tipo di applicazioni. La capacità drenante può dialogare con quella termica: superfici ad alta riflettanza limitano il surriscaldamento, mentre la permeabilità contribuisce alla gestione dell’acqua durante gli eventi meteorici intensi. Per un resort significa ripensare percorsi, piazzali e aree intorno a piscina e spa come parti di un unico sistema. Ed è qui che entra la normativa. L’invarianza idraulica segue regole differenti sul territorio italiano. Lombardia e Veneto hanno sviluppato una disciplina specifica, mentre a Roma il regolamento comunale interviene anche sulla quota di permeabilità delle superfici. Nel 2025 il TAR Lombardia ha inoltre ribadito un principio destinato a pesare sulla progettazione: anche un materiale certificato drenante può concorrere alla sigillatura del suolo quando viene posato sopra una sottostruttura impermeabile. La prestazione, quindi, riguarda l’intero sistema, dalla superficie a ciò che sta sotto.

Ad Armonia 19 a Milano, Clays di Marazzi nella tonalità Cotton passa dalla pavimentazione del piano terra alla facciata ventilata, con un unico gres porcellanato per superficie e involucro
Il comfort si progetta dal cielo al suolo
Pergole bioclimatiche, superfici ad alta riflettanza, materiali eco-attivi e pavimentazioni drenanti sono strumenti diversi che oggi possono concorrere allo stesso obiettivo. Il passaggio successivo è coordinarli. Per un hotel ombra, pavimento e acqua fanno parte dello stesso sistema climatico. La pergola scherma il sole, ma il suolo può continuare a restituire calore. Una superficie drenante gestisce la pioggia, ma la sua efficacia dipende anche dalla stratigrafia sottostante. Il comfort outdoor si progetta quindi dal cielo al suolo. Ed è proprio in questo passaggio che una scelta tecnica diventa parte dell’esperienza dell’ospite.
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