Più viaggi durante l’anno, soggiorni più brevi, ricerca di esperienze capaci di coniugare benessere, intrattenimento e qualità del tempo condiviso. È questo il quadro che emerge da “Family Trend 2026”, l’indagine realizzata da Italy Family Hotels insieme a Hospitality Marketing e Area38, basata sulle risposte di oltre 1.200 famiglie italiane. Lo studio individua cinque tendenze che stanno ridefinendo il mercato del family travel e che aiutano gli hotel a migliorare o sviluppare nuovi servizi.

Più partenze durante l’anno

La vacanza non è più concentrata in un unico appuntamento estivo. L’81,8% delle famiglie prevede di effettuare più di un viaggio nel corso del 2026, con una media di 2,7 partenze per nucleo familiare. Il 70,2% viaggerà con il proprio nucleo ristretto, ma cresce anche la formula allargata, con il coinvolgimento dei nonni (9,5%) e dei gruppi di famiglie amiche (10,9%). Un dato significativo riguarda anche la finestra di prenotazione: a metà aprile 2026 il 62,5% delle famiglie non aveva ancora prenotato le vacanze estive.

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L’81,8% delle famiglie prevede di effettuare più di un viaggio nel corso del 2026, con una media di 2,7 partenze per nucleo familiare.

Soggiorni più brevi, budget stabile

Il mercato si orienta verso una logica di multi-break distribuiti durante l’anno. I soggiorni brevi da 1 a 6 notti, che nel biennio 2023-2024 rappresentavano una nicchia, oggi valgono il 33,5% del mercato, sottraendo spazio sia alla classica settimana da 7 notti sia alle vacanze lunghe oltre le 8 notti, che hanno perso un terzo della loro attrattività in tre anni. Sul fronte economico, il budget si mantiene solido: il 73,5% delle famiglie prevede di spendere in linea con il 2025, mentre il 15,7% dichiara di voler investire di più.

La vacanza punta al benessere di tutta la famiglia

Il divertimento dei bambini resta prioritario, con il 95% che indica aspettative alte o molto alte. Ma accanto all’intrattenimento emergono nuove esigenze: il 78,7% cerca serenità e il 73,3% relax per i genitori. Cresce l’attenzione verso l’edutainment: l’82,2% dei genitori è disposto a spendere di più per strutture che offrano animazione educativa, laboratori artistici, corsi in lingua e attività sportive pensate per coniugare gioco e apprendimento. Quando i figli sono impegnati, i genitori privilegiano in hotel servizi come spa, escursioni per adulti, yoga, meditazione e spazi adults-only.

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L’85,1% delle famiglie è disponibile a scegliere località meno note, come piccoli borghi o valli poco conosciute.

L’hotel diventa destinazione

L’85% degli intervistati indica il family hotel come soluzione preferita, davanti a villaggi (34%), appartamenti (14%) e hotel generalisti (12%). Parallelamente cambia anche il rapporto con la destinazione: l’85,1% delle famiglie è disponibile a scegliere località meno note, come piccoli borghi o valli poco conosciute, mentre il 61,6% dichiara di preferire esplicitamente mete meno affollate. In questo scenario, la struttura ricettiva non è più soltanto il luogo del soggiorno, ma diventa elemento determinante nella scelta stessa della destinazione.

Digitale per organizzare, disconnessione in vacanza

L’intelligenza artificiale entra nella fase di pianificazione: il 19% delle famiglie utilizza abitualmente strumenti come ChatGPT o Gemini per organizzare i viaggi, mentre il 28% vi ricorre occasionalmente. La fiducia resta, però, limitata: solo il 21,3% si affida completamente all’IA. Durante il soggiorno prevale il contatto umano: il 43,6% preferisce ricevere informazioni direttamente dallo staff o tramite il sito dell’hotel, mentre solo il 2,3% richiede chatbot. Il dato più netto riguarda il rapporto con la tecnologia in vacanza: il 90,4% delle famiglie cerca di ridurre l’uso del digitale durante il soggiorno, privilegiando esperienze reali e tempo di qualità.

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