Una collezione di sauna e hammam che scardina l’idea di area wellness come semplice spazio funzionale per trasformarla in una vera e propria architettura dell’anima. Con Baluar Effe e Patricia Urquiola danno vita a un rifugio che non si limita a ospitare un rito, ma lo modella attorno alla percezione umana. Il progetto attinge alla forza dei baluardi medievali, strutture nate per essere, allo stesso tempo, fortezze e punti di osservazione. Da questa immagine nasce un volume compatto, dove la solidità del design protegge l’intimità del benessere. La superficie è scandita dal ritmo verticale del legno di tiglio termotrattato: un rivestimento “grissinato” che cattura la luce zenitale e la trasforma in un abbraccio sensoriale, capace di dilatare il tempo e invitare alla sosta. Non è solo una questione di estetica, ma di una modularità che sa farsi architettura. Baluar può vivere come un elemento scultoreo solitario o integrarsi in paesaggi più complessi, mantenendo sempre quella cura sartoriale che è il marchio di fabbrica di Effe. Come racconta il ceo Marco Borghetti, questo incontro con Urquiola ha permesso di tradurre la tecnologia del calore in un linguaggio emozionale. Il risultato è uno spazio dove l’innovazione tecnica scompare per lasciare il posto a una rigenerazione pura, intima e profondamente contemporanea.
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