“Il 98% dei cittadini europei desidera un rapporto intensificato con la natura. E questo in vacanza si traduce in esperienze che non possono stare chiuse tra le quattro mura di un edificio”. Sintetizza così il mega trend attuale l’architetto tedesco Andreas Kipar, maestro del vegetale, ceo e founder dello studio LAND, che da oltre 35 anni si occupa di valorizzare il capitale naturale in progetti pubblici e privati, tra cui diversi hotel.

Acronimo per Landscape, Architecture, Nature e Development, LAND oggi fa consulenza paesaggistica con sedi in Arabia Saudita, Austria, Canada, Germania, Italia e Svizzera. La visione di Kipar guida un team multidisciplinare di 200 tra paesaggisti, architetti, urbanisti, agronomi e ingegneri.

Bvlgari Resort Abu Dhabi, Sheraan Desert Resort AlUla, 7Pines Resort Sardinia Baja Sardinia, Chia Laguna Resort sono alcuni dei progetti in portfolio, tutti guidati dalla filosofia del racconto di una storia – spiega Kipar -. “Collaborando con gli attori di ogni territorio gestiamo la complessità di paesaggi apparentemente frammentati, per ricondurli ad una possibile unicità e trasformarli in autentici luoghi“.

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Villa Feltrinelli a Gargnano. Foto courtesy studio LAND

Il paesaggio oltre i confini dell’hotel

Per questo l’approccio di lavoro con l’hospitality si traduce in una consulenza su misura e non limitata alla progettazione del parco o giardino di per sé, continua Kipar, “il rapporto interno-esterno è fondamentale, bisogna curare la vista da ogni singola finestra perché lo sguardo dell’ospite arriva fino all’orizzonte. Un albergatore deve prendersi cura dell’ospite fin dal suo arrivo, cosa vede, cosa odora, di cosa fa esperienza”.

“Cito l’esempio di Bibione, destinazione con la quale lavoriamo da oltre 10 anni”, prosegue l’architetto, “la società che riunisce balneari e albergatori ha preso in cura e riaperto nel 2024 l’Oasi Val Grande, con la visione allargata dei loro ospiti che possono visitarla e far esperienza nella natura. Dalla grande scala, di una località intera, alla piccola scala del singolo albergo, la cura del verde deve esserci a tutti i livelli ormai”.

Una storia tradotta nel vegetale

“Gli albergatori possono arrivare con richieste molto chiare, ma noi li invitiamo a fare un passo indietro e a capire quale storia rappresentano all’interno del proprio contesto”, spiega Kipar, “ad esempio Casa di Langa, un magnifico casolare immerso in un paesaggio patrimonio Unesco, sa benissimo che questo paesaggio è parte dell’offerta dell’hotel e abbiamo lavorato sugli spazi outdoor con questa visione, prediligendo le specie autoctone e l’autenticità del risultato finale”.

Kipar tiene nel cuore un progetto specifico per l’hotellerie, di oltre vent’anni fa, Villa Feltrinelli, “un lavoro chiesto da Bob Burns che ci ha permesso di tradurre in una architettura vegetale elementi di storia del lago di Garda, della Resistenza italiana, di tutto quello che quel luogo ancora oggi rappresenta”.

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Casa di Langa a Cerreto Langhe. Foto di Alberto Strada

Il verde al centro del progetto

“Ho notato che da cinque anni a questa parte, per hotel di nuova costruzione, si viene da noi prima che dall’architetto dell’edificio – racconta Kipar -. Gli spazi outdoor non sono più vissuti come un’appendice dell’hotel, ma come ambiente centrale attorno a cui costruire il resto, anche per curare la vista delle stanze, come dicevo prima”.

Una tendenza che porta ad avere hotel dove il contatto con la natura è costante, attraverso un rapporto tra interno ed esterno che accompagna il cliente a viverla attraverso piccoli cenni continui, siano il rumore dell’acqua, uno sprazzo di verde attraverso la vetrata della spa, piante che invadono gentilmente gli interni.

“Un’altra tendenza, spinta dalla filosofia di LAND, è pensare il giardino da subito in tutte le stagioni – spiega Kipar -, è anche uno strumento di marketing, per far tornare l’ospite a vedere fioriture e colori nei diversi mesi. Questo significa creare ‘scenografie’ con una regia in testa, pensare a quale pianta catturerà lo sguardo ogni stagione. Si torna per vedere fiorito l’hamamelis mollis sotto la neve? Il prato di tulipani variopinti? Sono occasioni di fidelizzazione del cliente”.

Andreas Kipar

Pensare il parco dell’hotel per tutte le stagioni significa far tornare l’ospite a vedere le fioriture (in foto, hamamelis mollis)

Il piano di manutenzione

La consulenza di uno studio come LAND, inoltre, implica anche la pianificazione del budget, perché il verde è materia viva e necessita di mantenimento quotidiano e interventi regolari, nonché i professionisti possono essere chiamati per variare l’outdoor con restauri o modifiche dopo qualche anno. “La cura quotidiana è essenziale, un hotel non può permettersi di lasciare andare il giardino. I giardinieri lavorano di notte e di mattina presto per curare un ambiente che in hotel è sottoposto a grande pressione umana. È essenziale studiare insieme il piano di manutenzione, affinché si possano calibrare le risorse per la gestione”.

LAND opera in aree del mondo a forte stress idrico, come Arabia Saudita ed Emirati, anche se ormai la scarsità d’acqua è un tema che tocca anche l’Europa; come si inserisce questa tematica durante la progettazione? “Il tema idrico era già all’ordine del giorno quando trent’anni fa ho lavorato al Chia Laguna Resort in Sardegna. Anzi, proprio dai sardi ho imparato che ogni goccia conta. Oggi i protocolli alberghieri sono molto attenti al risparmio e all’efficienza idrica e i nostri esperti sanno consigliare come raccogliere acqua piovane o rigenerare acque grigie. In Arabia Saudita, dove stiamo lavorando ai 75 ettari dell’Al Urubah Park a Riyadh, è normale raccogliere persino l’acqua della rugiada del mattino”.

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