Il progetto saudita The Red Sea riscrive il concetto di bio-ospitalità. Grazie agli 11 nuovi resort entrati in servizio nel 2025, in aggiunta alle prime quattro strutture inaugurate nel biennio precedente, diviene ogni giorno più manifesto il disegno diffuso e integrato dell’architettura d’insieme: i siti luxury di insediamento, sviluppati attraverso un masterplan rigenerativo in partnership con Wimberly Allison Tong & Goo and Buro Happold, somigliano infatti ad affioramenti marini che costellano un’immensa distesa blu di 28mila metri quadrati, intervallandosi senza mai alterare l’equilibrio punteggiato delle oltre 90 isole locali.

Arabia Saudita, The Desert Rock

The Desert Rock

Dall’arcipelago Ummahat alle isole di Sheybarah e Shura, fino alle appendici del deserto dove svettano i complessi Desert Rock e Southern Dunes, sono 8mila le chiavi previste entro il 2030, per un totale di 50 resort in simbiosi con la natura. Il The St. Regis Red Sea Resort, ad esempio, distribuisce le sue 90 overwater e beachfront villas adeguandosi a una spazialità immersiva resa ancor più digradante dall’effetto sospeso delle outdoor pools.

Analoga esperienza evocano le 63 villas del Ritz-Carlton Reserve Nujuma, potendo contare sulla panoramicità generata dalla disposizione circolare delle abitazioni overwater rispetto ai prolungamenti sabbiosi laterali. L’affievolirsi della distinzione fra dimensione indoor e outdoor raggiunge poi il suo acmè nel punto più orientale dell’isola dov’è costruita la Conservation House, uno spazio appositamente pensato per ospitare attività legate alla ricca vita marina circostante.

Arabia Saudita, veduta aerea del The Red Sea EDITION

The Red Sea EDITION

Le 240 room & suite del The Red Sea EDITION, invece, sono distribuite emulando ripiegamenti serpentini fra il manto verde dell’isola d’appoggio, in modo tale che ciascuna di esse scompaia alla vista dell’altra. La ricerca della dissolvenza trova nuove soluzioni sull’isola di Shibara benché le camere, in questo caso, siano ospitate in strutture dal design ancor più etereo e arrotondato, ispirato da Killa Design: bolle marine blu e immerse a metà nel mare, o celate sotte le fronde delle palme, evocanti la sensazione di un ordinato corteo di razze in transito allineato.

Su Shura island, invece, le 117 camere, 18 suites e 15 villas dell’Sls Red Sea valorizzano invece il concept bioarchitettonico Coral Bloom, frammentando la dislocazione delle residenze come delicati granelli di sabbia che invitino a godere del barefooting, ma al tempo stesso della risacca delle acque mediante il ricorso a forme ondivaghe.

Arabia Saudita, InterContinental The Red Sea Resort

InterContinental The Red Sea Resort

L’uso biofiliaco di toni, luci e texture emerge pure nel disegno organico delle 210 nuove camere dell’InterContinental The Red Sea Resort, sviluppate in collaborazione con la neuro-designer svedese Isabelle Sjövall (non a caso la struttura ha vinto il Best Hotel Design Concept ai Commercial Interior Design Hospitality Awards 2025). The Red Sea, in definitiva, offre una delle dimostrazioni più audaci di come paesaggio e architettura possano oggi fondersi in un’esperienza di benessere marino che non ha eguali al mondo.

Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con chi vuoi

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

  • Sbordoni mobile lavabo Plisse colore Cloud Dancer

    Un bianco etereo, morbido e quasi impalpabile, che ispira calma, purezza e leggerezza. Un invito a rallentare e ritrovare lo spazio per ciò che conta

    Un bianco etereo, morbido e quasi impalpabile, che ispira calma, purezza e leggerezza. Un invito a rallentare e ritrovare lo spazio per ciò che conta

  • Elephan Chapel è un arco alto quattro metri costruito interamente con mattoni di sterco di elefante. (Foto Marco Zorzanello Courtesy La Biennale di Venezia)

    Dalla fibra di banana al grafene, i materiali sostenibili reinventano l’architettura, fondendo natura e innovazione per costruire un futuro vivibile. Le case history della Biennale Architettura

    Dalla fibra di banana al grafene, i materiali sostenibili reinventano l’architettura, fondendo natura e innovazione per costruire un futuro vivibile. Le case history della Biennale Architettura

  • Le minipiscine sono il nuovo must-have dei progetti più ricercati, a casa come in hotel, e persino sugli yacht: piccole, lussuose oasi private a disposizione per il relax e il wellness degli ospiti

    Le minipiscine sono il nuovo must-have dei progetti più ricercati, a casa come in hotel, e persino sugli yacht: piccole, lussuose oasi private a disposizione per il relax e il wellness degli ospiti