Vista Ostuni restituisce vita all’ex Manifattura Tabacchi, già convento, ospedale, orfanotrofio e fabbrica. Il progetto di RMA, studio di Roberto Murgia, traduce la memoria in ospitalità contemporanea. “Siamo partiti dall’ascolto dell’edificio e del territorio. La sfida era renderlo contemporaneo preservandone l’anima” racconta Murgia. Murature in pietra, finestre e volte alte fino a sette metri costruiscono il racconto. “I vincoli, dalle proporzioni ai solai voltati e alle rare volte “a schifo”, sono entrati nel progetto”.

Nel chiostro, archi e colonne incontrano il divano bianco sinuoso di MDF e il pavimento in pietra di Trani e Rosso Collemandina. La palette nasce dalla Puglia: toni minerali, rovere, ceramiche, vetri colorati, rafia, juta e tessuti naturali. “Abbiamo fatto appartenere antico e nuovo allo stesso racconto”. Camere e suite cambiano secondo luce, geometrie e vedute e, al loro interno,  le boiserie in rovere integrano specchi, midollino e tessuti, mentre i tavolini RMA uniscono metallo e ceramica artigianale. Servomuti, cabine armadio, postazioni trucco e nicchie cocoon sono microarchitetture funzionali: “Ogni ambiente -prosegue Murgia – conserva una personalità dentro un sistema coerente”.

La luce scende dai lucernari nel chiostro, si riflette sul mosaico della spa e accarezza le camere, con i chandelier Crown di Nemo Lighting che interpretano una nuova versione del lampadario classico. Giardino, terrazze e piscine guidano lo sguardo dagli ulivi al mare. Il progetto segue il protocollo LEED BD+C: Hospitality con pompe di calore, ombreggiamenti naturali, materiali ipoallergenici e gestione intelligente della luce. “Il lusso di Vista – conclude Murgia – è discreto. Nasce dal rapporto tra materia, memoria e paesaggio”.

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