Nell’immaginario collettivo la camera d’albergo è associata all’idea di riposo e relax o, in alcuni casi, alla necessità di trovare uno spazio alternativo per lavorare in tranquillità. C’è, però, chi l’ha ripensata come listening room privata, in cui è il suono stesso a costruire l’ambiente. Parliamo della designer e artista Elena Pelosi, che ha ideato ‘Party For One’, un sistema di elementi custom (cabinet acustico, pannelli fonoassorbenti, superfici luminose, seduta e tappeto) che si adatta a qualsiasi hotel e converte una stanza ordinaria in un paesaggio acustico e tattile.

area ascolto in camera, Party for One, Elena Pelosi Studio

Area ascolto in camera, Party for One, Elena Pelosi Studio

Le pareti sono isolate acusticamente, con pannelli in velluto che assorbono e modulano il suono, il cabinet è una parete-strumento che suona, mentre la luce accompagna l’ascolto. In bagno, poi, gli specchi moltiplicano l’unico ospite e fanno dell’isolamento un’immagine, un ritmo, un rituale.

Il bagno, Elena Pelosi Studio

Il tutto, spiega la designer, in un ambiente ipotetico di 36 mq, in cui la parete-strumento divide il riposo dall’ascolto: “Stare soli – dice – è una scelta, non un ripiego; secondo gli Hilton Trends 2026 il 26% dei viaggiatori pianifica un viaggio da solo e il 42% degli italiani – aggiunge l’osservatorio eDreams -, viaggerebbe da solo per libertà di movimento, il valore più altro tra i Paesi rilevati”. Ebbene: ‘Play for One’ porta l’ascolto dagli spazi comuni alla camera, per dar modo ai solo traveller di poter ascoltare i loro brani preferiti in totale privacy. Si tratta, inoltre, di un kit replicabile, di un modulo acustico che si può installare così com’è in camere esistenti, senza interventi strutturali.

Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con chi vuoi

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE