Quanto spazio serve per immaginare un nuovo modo di abitare? È la domanda da cui parte “The Hot Spot”, il contest promosso da Antrax IT in collaborazione con Officine Tamborrino Divisione Architetture, che porta la microarchitettura nel paesaggio delle colline di Asolo. La sfida è progettare una tiny house di appena 22 mq. destinata alla micro ricettività, trasformando una superficie minima in una occasione di ricerca su comfort, paesaggio e nuovi modi di vivere lo spazio. L’open call, conclusa a maggio 2026, ha raccolto 75 progetti da tutto il mondo.

Christophe Pillet propone un padiglione essenziale in vetro, immerso nel paesaggio boschivo.
Dieci studi sono stati selezionati per la finale del 26 novembre: András Ernst Interior Design, Carlo Donati Studio, Claesson Koivisto Rune Architects, Contec Ingegneria – Arch. Angelo Micheli, Cristian Spigariol Design Studio, Didonè Comacchio Architects, Handmade Italian Design, Oval Studio, Pierattelli Architetture e S2 Architetti.
A loro si aggiungono dieci special guest invitati direttamente alla fase finale, tra cui AMDL CIRCLE, Atelier(s) Alfonso Femia, Dante O. Benini Architects, Lissoni & Partners, Parisotto + Formenton & Partners, Matteo Thun & Antonio Rodriguez e Marco Zito Studio.

AMDL CIRCLE firma una micro architettura organica, protetta da un guscio in materiale naturale
La sfida di The Hot Spot
Il numero ridotto di metri quadrati diventa così una misura progettuale attraverso cui mettere alla prova idee diverse di abitare. La tiny house deve confrontarsi con l’ambiente naturale, con la possibilità di vivere off-grid e con la necessità di costruire un rapporto preciso tra interno ed esterno. In questo scenario anche gli elementi tecnici entrano nel progetto: radiatori e accessori scaldanti di Antrax IT e le soluzioni costruttive di Officine Tamborrino Divisione Architetture diventano parte integrante dell’architettura. Più che una semplice competizione, “The Hot Spot” assume quindi la forma di un laboratorio sulla piccola scala. Ventidue metri quadrati bastano per mettere in discussione gerarchie consolidate, ripensare il rapporto tra funzioni e superficie e cercare un nuovo equilibrio tra ospitalità e paesaggio.

Matteo Thun & Antonio Rodriguez firma un rifugio compatto in legno scuro, con ampie vetrate e patio
Il progetto vincitore sarà realizzato nel 2027, trasformando la ricerca progettuale in un’architettura concreta sulle colline di Asolo.

Lissoni & Partners trasforma la torre in un belvedere sospeso tra le chiome degli alberi
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