Numeri positivi per gli hotel indipendenti italiani per la stagione estiva appena conclusa, eppure, sul fronte dei ricavi, la crescita non si è tradotta nella stessa misura in redditività. È il paradosso evidenziato dal primo report di HFTP Italia, il chapter italiano di Hospitality Financial and Technology Professionals, secondo cui il comparto ha registrato un aumento della produzione del 9,9% rispetto al 2025, con una tariffa media giornaliera salita del 6,3%, a 186 euro. L’occupazione media si è invece fermata al 72%, con un incremento di 3,7 punti percentuali.
Secondo lo studio, la difficoltà per l’hotellerie indipendente non è quindi tanto generare fatturato quanto riuscire a trattenere valore attraverso una gestione più strutturata. Il report stima una dispersione di 3,76 miliardi di euro l’anno di potenziale profitto operativo. In particolare, l’ebitda delle strutture indipendenti considerate inefficienti si colloca tra il 15% e il 18% del fatturato, contro il 25-32% indicato per le aziende che applicano lo standard internazionale USALI.
La ricerca individua quattro principali aree di dispersione. La prima è l’intermediazione Ota, che secondo HFTP pesa per circa 1,3 miliardi di euro l’anno; segue il costo del lavoro, con 1,1 miliardi attribuiti soprattutto a una programmazione dei turni non collegata alle previsioni di occupazione. Altri 800 milioni deriverebbero dalle inefficienze nei reparti Food & Beverage, mentre circa 500 milioni sarebbero legati alle politiche tariffarie e alla difficoltà di determinare il reale costo delle camere.
Il fenomeno riguarda una componente ampia dell’offerta italiana: circa 30mila hotel indipendenti, prevalentemente medio-piccoli e a conduzione familiare, che secondo il report rappresentano l’82% del fatturato nazionale dell’hotellerie.
“Fare volume di fatturato non significa più, automaticamente, generare profitto” sottolinea Alex Gasperoni, presidente di HFTP Italia. Il report precisa che le stime macroeconomiche sono elaborate applicando i coefficienti USALI al perimetro dell’hotellerie indipendente, mentre i dati sull’estate 2026 provengono dalle rilevazioni campionarie dell’Osservatorio interno di AlbergatorePro.
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