Sull’Alpe di Siusi, un fitto bosco di abeti rossi limitrofo all’area protetta Natura 2000 attornia l’Hotel Bad Ratzes. Custode del massiccio dello Sciliar, a pochi metri dal Parco Naturale Sciliar-Catinaccio dal 1723, quando il chirurgo Anton Scheder scova due fonti minerali e ottiene la licenza per realizzare un bagno termale con alloggio e cappella, la struttura rispetta il territorio in ogni declinazione della sua ospitalità a 1200 metri di altitudine.
In continuità con i principi del gruppo Vitalpina Hotels, la profonda connessione con la natura offerta tutto l’anno ai viaggiatori al 70% italiani e al 25% tedeschi si manifesta nell’educazione al benessere e al valore del tempo. “Offriamo la rigenerazione invitando ad ascoltare il luogo senza macchina – spiega Michael Scherer, guida, designer e proprietario del Bad Ratzes insieme alla moglie albergatrice Petra Mutschlechner -; qui la vera casa è la montagna attorno, punto di partenza di tutti i sentieri verso diverse attrazioni, dalle cascate ai rifugi in vetta”.
Il tema della salute – oggi rispolverata come longevity – è centrale: “Vogliamo far abbassare lo stress a un target che cerca un momento di intimo relax rigenerativo”. Il concept architettonico invita a rallentare, vivendo gli spazi alberghieri fusi con gli ambienti montani dalla spa al piatto quasi del tutto a km0, secondo “logiche architettoniche inside out che conciliano il contesto e rappresentano la località con l’impiego di materiali in simbiosi con la natura”.
Ecco, dunque, che un prato fiorito fronte Cima Santner e Cima Oeringger ospita due piscine abbastanza contenute nel blocco spa vetrato e lastricato in pietra Giallo d’Istria – la più prossima alle tonalità calde e neutre dal beige al crema e grigio-bianco della Dolomia protetta – e l’oasi del silenzio, costituita da due box relax riciclate da container navali e da una sauna esterna affacciata sul biolago, frutto di un restyling da 4 milioni di euro nel 2024 a firma dello studio Metaprogetto di Mario Varesco e dello stesso Michael Scherer.
In fase di riposizionamento da family hotel, la struttura dispone di 49 camere e suite dalle linee contemporanee che non accantonano elementi artigianali di famiglia in jugendstil e biedermeier recuperati. Accolgono coppie, individuali, gruppi e famiglie sensibili al viaggio lento: “Proponiamo un rallentamento attivo, non un’ospitalità di puro divertimento”. La concierge organizza sessioni di yoga, meditazione, forest bathing e percorsi Kneipp guidati, uniti all’escursionismo di gruppo. Si guarda al resto del mondo: “L’Asia è ancora troppo fast tourism, ma incentiviamo i tour operator americani alla scoperta naturalistica ed enogastronomica delle Dolomiti combinando passeggiate e degustazioni nelle cantine” conclude Scherer.
Qui la fotogallery (Credits: ©Slowdown Hotels BAD RATZES Alenka Kurner – Mats Ramus e ©josefobexer)
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