L’attesa è finita: il Lago Maggiore rientra nell’ospitalità di lusso dopo quarant’anni, grazie al grande spolvero di Villa Ostini, la “Casa d’Oro” di Stresa. Proprietà dell’imprenditore Fabrizio Di Amato e Svetlana Fisun e affiliato a Preferred Hotels & Resorts, il nuovo cinque stelle Boutique Hotel Stresa racconta in un libro il suo calibro culturale estremo.
Pur sfoggiando un design minimal nelle ventotto suite e quattro spa suite e una collezione d’arte contemporanea interna-esterna, è protetto dalle fiere braccia settecentesche della residenza della duchessa Elisabetta di Sassonia.
Era un tratto di storia italiana troppo importante per rimanere fuori dal circolo delle riconversioni di lusso sui laghi del Nord Italia. Contava già tutte le doti: il fascino della sospensione tra acqua e monti, la vicinanza a Milano e all’aeroporto di Malpensa, le Isole Borromee ben in vista, il portamento elitario di un monumento che ha ospitato aristocratici, padri rosminiani e intellettuali come Manzoni e Cavour.

Oggi, però, accanto all’anima storica restaurata con coraggio e capitale, il concept aggiunge il servizio lifestyle d’eccellenza. Le camere moderne sono Made in Italy dalla palette di colori che riflette la serenità circostante, agli arredi ispirati agli elementi identitari, come il pavone reale dorato della Golden Peacock Suite, stilizzato anche nel logo dell’hotel. Le quattro private Spa Suite firmate Hofer Group personalizzano un percorso benessere immersivo.

La biosauna al fieno profuma Natura come un rifugio alpino, Amazzonia ricrea i vapori umidi e verdi della foresta equatoriale nella biosauna a 60°C e 60% di umidità, doccia idromassaggio orizzontale e doccia emozionale di coppia. La sauna finlandese a 90°C si abbina a una cascata di ghiaccio e area relax matrimoniale nella Monte Rosa, mentre Laguna è una suite-hammam completamente umidificata, dotata di idromassaggio e letto ad acqua riscaldato con testiera a cromoterapia.
La ristorazione punta al cielo: l’alta cucina di Chef Luca Gulino si serve sotto cupole trasparenti al ristorante LeBolle e le bollicine delle etichette guardano quelle del lago dal Rooftop Perlage.

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