Palazzo Ripetta ha pubblicato con Rizzoli Illustrati “Palazzo Ripetta. Arte e ospitalità a Roma”, un volume che, attraverso le fotografie di Aurelio Amendola, racconta l’identità dell’albergo, insieme ai testi di Maria Vittoria Baravelli e Gianluca Longo.

Foto di Aurelio Amendola, dal volume “Palazzo Ripetta. Arte e ospitalità a Roma” (Rizzoli Illustrati)
Le 60 fotografie in bianco e nero realizzate da Amendola restituiscono una lettura inedita dell’edificio di Palazzo Ripetta, concentrandosi non tanto sulla dimensione alberghiera quanto sul suo valore architettonico e culturale. “Normalmente non fotografo gli alberghi” ha raccontato il fotografo, ma una volta entrato a Palazzo Ripetta lo ha riconosciuto come un luogo legato alla storia dell’arte romana, frequentato negli anni Sessanta e Settanta da artisti come Giacomo Manzù, Pericle Fazzini e Renato Guttuso. Da qui la scelta di affrontare il progetto come avrebbe fatto con un’opera architettonica, lavorando su luci, ombre e volumi.

Foto di Aurelio Amendola, dal volume “Palazzo Ripetta. Arte e ospitalità a Roma” (Rizzoli Illustrati)
L’edificio fu voluto da Papa Innocenzo XI come Conservatorio della Divina Provvidenza nel 1672 e nel secondo dopoguerra la famiglia Ginobbi ne affidò il recupero all’architetto Luigi Moretti, che ne completa la trasformazione in residenza di lusso nel 1990. In seguito a un accurato restauro conservativo completato nel 2022, Palazzo Ripetta è diventato il primo hotel a cinque stelle su via di Ripetta. Nel volume emergono alcuni degli elementi più rappresentativi del palazzo, tra cui la chiesa interna con l’affresco settecentesco di Giacomo Triga e la collezione d’arte privata, che comprende all’ingresso una Sfera di Arnaldo Pomodoro.

“Palazzo Ripetta. Arte e ospitalità a Roma” con foto di Aurelio Amendola e testi di Maria Vittoria Baravelli e Gianluca Longo (Rizzoli Illustrati)
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