Un itinerario per svelare la genesi dei progetti per l’hospitality. Il magazine InOut Review di aprile, online da oggi, si apre con l’intervista del direttore Remo Vangelista a Ludovica Serafini e Roberto Palomba, che svelano il nucleo dei loro lavori: la centralità dell’essere umano e la necessità, per l’architettura, di far star bene l’uomo. “Quando facciamo design o architettura – dicono – è molto gratificante perché poi si presuppone un ritorno. Il ritorno è il successo dei nostri pezzi quando vediamo che vengono scelti da centinaia o migliaia di persone, oppure quando generiamo benessere o felicità”.

E proprio di viaggio si parla nel primo servizio del magazine, in cui gli architetti esprimono il significato che ha per loro. “Il viaggio – sottolinea Vittorio Grassi – è innanzitutto uno strumento di conoscenza, ma diventa metodologia quando riesco a trasformare l’osservazione in processo”.

Decisivo il confronto con culture diverse, che approcciano in modo diverso anche il concetto stesso di hospitality. Anche in Italia questo concetto sta mutando profondamente, con gli spazi alberghieri che si trasformano in realtà polivalenti in grado di dare nuovo valore al soggiorno.

 

Ecco dunque che, come ci spiega il servizio da pagina 22, l’hotel diventa uno spazio interattivo e aperto al territorio, con studentati, spazi di coworking, aree permeabili all’esterno, oppure una vera e propria galleria d’arte con stanze a tema, arricchite dalle opere degli artisti. All’innovazione dei servizi si associa quella dei materiali, che passa anche dalla riscoperta di quelli naturali in chiave di bioedilizia.  È il caso del sughero, a cui è dedicato un servizio a pagina 30: un materiale straordinario, rinnovabile, leggero, traspirante e con eccellenti proprietà isolanti, dal punto di vista sia acustico che termico.

Da pagina 56, invece, il magazine torna ad affrontare il tema della contaminazione tra interno ed esterno degli spazi dell’hospitality con una carrellata di arredi che, da icone dell’interior design, sono diventati prodotti outdoor. Anche i classici del design si trasferiscono, quindi, negli ambienti esterni estendendo la vita collettiva su rooftop e terrazze grazie ai sistemi modulari.

E sempre di outdoor si parla da pagina 60, dove alcuni tra i maggiori produttori di piscine spiegano la trasformazione di un elemento diventato ormai indispensabile non solo nelle strutture luxury, ma in tutte le fasce dell’hospitality. Che si tratti di resort, alberghi, agriturismi o case vacanza la piscina è irrinunciabile, tanto che il pubblico internazionale è arrivato a selezionare le strutture ricettive solo in base alla presenza o meno di una vasca in cui immergersi. L’obiettivo dei costruttori è, dunque, creare soluzioni che riescano a coniugare estetica, sostenibilità e durabilità, senza sprecare acqua e prediligendo bacini meno profondi, anche per una questione di sicurezza.

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