Definirlo attività ricreativa non basta più. L’outdoor è ormai a tutti gli effetti protagonista di una cultura del viaggio che si sta profondamente trasformando, la risposta migliore alla necessità del nostro tempo di ritrovare equilibrio, presenza e senso, assecondando il nostro bisogno innato del contatto con la natura, proprio come avviene nei Paesi nordici con la filosofia del Friluftsliv, la ‘vita all’aria aperta’.
Un comparto capace di generare qualcosa come 8,85 miliardi di euro di impatto economico, con 67,7 milioni di presenze registrate (Dati Osservatorio del Turismo Outdoor 2025 di Human Company e Thrends).
“Outdoor – ha spiegato Paola Rizzitelli, esperta di wellness economy e turismo rigenerativo, founder di Five Dimensions Wellness® e moderatrice dell’evento di Fiuggi “Destinazione Outdoor, tra presente e futuro. Visioni, pratiche e nuove culture dello stare all’aria aperta” – significa letteralmente ‘fuori dalla porta’. Camminare, andare in bici, partecipare a degustazioni tra le vigne o tra gli ulivi, dormire in una tenda trasparente o in una stanza sull’albero: sono tutti modi di rispondere ai bisogni che soddisfiamo all’aperto, dove ritroviamo versioni diverse di noi stessi. L’outdoor, così, non è più un’attività, diventa un modo più dinamico, attivo e interattivo di offrire, visitare e abitare i luoghi”.
Dal convegno è emerso che i territori-destinazione possono esprimere l’outdoor come stile di vita sano (longevità, healthspan); come lentezza e consapevolezza (cammini, trekking, nordic walking, MTB, immersioni forestali); come manifestazioni sportive capaci di costruire identità forti, ma che richiedono gestione dell’impatto; come integrazione nel settore Mice, dove business e leisure si fondono e le aziende scelgono destinazioni che offrano esperienze all’aria aperta.
“La parola slow sta ridisegnando la geografia del viaggio: si tratta di abitare il tempo in maniera diversa, di riconoscerne una qualità altra, tornando al corpo – ha aggiunto la giornalista Simona Tedesco -. Nell’outdoor è avvenuto un cambiamento di paradigma fortissimo: non si cerca più la performance, ma la rigenerazione di sé. La parola chiave è ‘human travel’: non più solo esperienza, bensì relazione. Relazione con se stessi, con le persone che abitano i luoghi, con il territorio autentico”.
L’esperienza outdoor, ha aggiunto Francesco Landi, Professore Medicina Interna all’Università Cattolica e Direttore del Dipartimento Scienze dell’Invecchiamento, Ortopediche e Reumatologiche del Policlinico Gemelli di Roma, è uno dei fattori chiave anche per una longevity sana insieme a dieta, esercizio fisico, glicemia, peso, colesterolo, pressione, fumo e sonno e Fiuggi è stata candidata a diventare la prossima destinazione della Longevity Run, progetto decennale che ha già coinvolto 25mila persone in 10 piazze italiane nel 2025, portando cultura della prevenzione attiva e sensibilizzazione cardiovascolare nei territori.
L’outdoor è anche essenziale per lo sviluppo cognitivo e come ha sottolineato Michela Battisti, guida ambientale escursionistica di Itinarrando – tour Operator, aumentano i giovani che cercano nella natura “una valida alternativa all’iperconnessione, riappropriandosi della lentezza come stile di vita che permette una migliore connessione con se stessi e con gli altri”.
Ma tutto questo non basta. Fabio De Santis, direttore Event& Conference di IEG – Italian Exhibition Group, ha spiegato come anche il turismo congressuale si stia aprendo all’outdoor. “Questo – ha detto – è il momento della rivincita delle destinazioni secondarie dove cultura, sport e attività fisica sostituiscono l’idea di cocktail party. Il 67% dei congressisti vuole prolungare la permanenza con esperienze bleisure” ha concluso.
In questo scenario Fiuggi si presenta come contesto ricco di asset strategici: una rete di cammini, sentieri e antiche vie, da percorrere in bici o a piedi, che attraversano l’intera Ciociaria, un campo da golf di rilevanza internazionale e un nuovo Palacongressi che aprono a opportunità di sviluppo legate a un Mice sempre più integrato con il territorio e orientato al modello bleisure. L’outdoor diventa così strumento di connessione tra natura, infrastrutture, eventi e sviluppo locale.
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