Un sistema decorativo di grande formato, progettato per rispondere alle esigenze di interior complessi e personalizzati, dal residenziale di alto profilo al mondo contract e hospitality. Questo è Floating Ninfee, ultimo esito della collaborazione tra i designer Giovanni Botticelli e Paola Paronetto.

Dal punto di vista progettuale Floating Ninfee – quarto capitolo della collezione Reflections – nasce dall’incontro tra ampie superfici in vetro o specchio neutre o colorate – cifra distintiva del lavoro di Giovanni Botticelli – e gli elementi ceramici delle ninfee realizzati da Paola Paronetto.

“Sono sempre stato affascinato dal mondo della ceramica e della porcellana, antica e contemporanea – racconta Giovanni Botticelli -. Un interesse che ho potuto approfondire attraverso diverse esperienze, prima in Francia, a Limoges, e successivamente in Italia, a Bassano del Grappa, e che ha trovato una prima espressione concreta nella mia prima collezione di piatti da tavola, presentata nel 2016 durante il Salone del Mobile, all’interno dello spazio dedicato ai giovani designer del Salone Satellite”.

Paola Peronetto e Giovanni Botticelli

Paola Paronetto e Giovanni Botticelli

“Dopo l’esperienza del Salone Satellite – prosegue -, grazie al dialogo con gallerie e brand internazionali, il mio lavoro si è progressivamente concentrato sul tema della riflessione e delle superfici specchianti in vetro colorato. È stato proprio questo percorso a farmi riconoscere, nelle opere di Paola, una naturale affinità e la possibilità di lavorare insieme, a quattro mani, alla progettazione di elementi decorativi capaci di integrare il tema del riflesso visivo con quello più introspettivo e materico tipico della ceramica, inizialmente attraverso elementi da parete e successivamente anche da tavolo”.

Le composizioni di Floating Ninfee, disponibili in versione da parete e da tavolo, raggiungono un’estensione massima di 250 cm e sono completamente personalizzabili per forma e disposizione.

Giovanni Botticelli trae ispirazione dall’immaginario pittorico di Claude Monet, guardando al giardino giapponese a Giverny e alle Nymphéas del Musée de l’Orangerie. Un riferimento tradotto dal designer in una rilettura contemporanea del tema delle ninfee, sospese tra acqua e luce, riflesso e colore. Le forme sembrano fluttuare e moltiplicarsi, generando profondità visiva e un gioco percettivo in cui dialogano luce, colore e materia. Il risultato è una collezione che supera l’idea di oggetto decorativo per avvicinarsi a quella di installazione, pensata per interni contemporanei in equilibrio tra arte, design e architettura.

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