Settimane complicate per l’emergenza caldo. Situazione che sta mettendo in difficoltà molte strutture alberghiere. Con particolare evidenza per Torino, dove molti hotel in questi giorni hanno subito blackout elettrici che hanno costretto gli ospiti a cancellare la prenotazione o richiedere la riprotezione in altre strutture.

Fabio Borio, presidente Federalberghi di Torino, ha così deciso di rompere gli indugi preannunciando una class action contro i gestori elettrici.

Dopo l’ennessima giornata “calda”, con numerosi blackout elettrici tra Torino e cintura, gli albergatori stanno valutando una class action contro le società che si occupano delle reti elettriche. La pazienza è ormai al limite e nella giornata di martedì molte delle oltre 300 strutture ricettive tra Torino e prima cintura hanno vissuto momenti difficili. “Questa situazione si è aggravata negli ultimi giorni, ma sappiamo bene che va avanti da qualche tempo”, ha detto Borio all’agenzia di stampa di TTG Italia – La stiamo trascinando da tempo però ora serve una svolta. L’estate è solo all’inizio”.

Arrivano le cancellazioni

Borio pur mantenendo la sua anima diplomatica appare determinato, visto che molti suoi colleghi hanno dovuto incassare il distacco delle rete elettrica per 8 ore.
“Ci sono le condizioni per una class action – aggiunge il presidente -. I gestori delle reti elettriche devono lavorare per migliorare le infrastrutture. Solo ieri alcuni alberghi hanno incassato cancellazioni e richieste rimborsi. In molti casi si è dovuto riproteggere i clienti in zone di Torino non coinvolte dai vari blackout. Anche il sindaco di Torino è intervenuto con un’ordinanza che richiama le reti a interventi rapidi. Serve una visione strutturale a lungo raggio, perché questo caldo non è più limitato a pochi giorni l’anno. Gli albergatori devono poter erogare i servizi e la qualità promessi al cliente, ma così non andiamo avanti. Non tutti gli albergatori possono poi permettersi di investire 30/40mila euro per gruppi elettrogeni potenti”.

Borio vuole solo avere risposte strutturali, non si prevede infatti di chiedere ristori per questi danni. Per le giornate di interruzione di corrente gli albergatori stanno intervenendo “con interventi di tasca propria”. Ma di fronte ad altre giornate di blackout la vicenda potrebbe prendere una piega diversa.

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