C’è un elemento che distingue un hotel memorabile da uno semplicemente confortevole, e quasi nessun ospite saprebbe nominarlo. Non è la vista, non è il materasso, non è la luce. È il suono giusto al momento giusto: l’ovattamento della camera che la isola dal corridoio, il brusio calibrato della lobby che invita senza opprimere, l’assenza di eco nella sala colazioni. L’acustica è la dimensione invisibile del progetto hospitality, eppure è quella che il corpo registra per prima, spesso prima degli occhi. I progettisti più attenti la trattano oggi come variabile di design fin dal concept, non come problema tecnico da correggere a posteriori. Il mercato risponde con soluzioni in cui prestazione e identità visiva coincidono.
Tra tecnologia e superfici sartoriali
Caimi con la tecnologia Snowsound, per esempio, ha ottenuto la Classe di Assorbimento Acustico A secondo la norma UNI EN ISO 11654 grazie a un brevetto a densità variabile. Questa innovazione assorbe le basse frequenze (sotto i 500 Hz) e in modo eccellente le medie – quelle tipiche della voce umana -, mentre tende a riflettere le alte, già notevolmente attenuate da pareti e arredi, per un bilanciamento complessivo ottimale. I pannelli a parete in tessuto Trevira CS® sono ignifughi, riciclabili al 100% e certificati in ottica LEED e WELL.
Il sistema Acoustics Soft Cells di Kvadrat punta, invece, sulla sostenibilità strutturale, utilizzando telai in alluminio riciclato all’82% e lana minerale assorbente riciclata al 64% (suddivisa tra quote pre e post-consumer) e riducendo così l’impronta di CO₂ del 40%. Il meccanismo brevettato di tensionamento senza colla consente di rimuovere, lavare e applicare il tessuto senza smontare il pannello, garantendo una riciclabilità complessiva dell’80,15%. Le prestazioni raggiungono la Classe A secondo la norma ISO 11654, con formati larghi fino a 1300 mm pensati per creare superfici continue potenzialmente infinite.

Kvadrat, Acoustics Soft Cells. Courtesy Kvadrat
Un altro big del settore, Isolspace, con le linee Alma e Trame declina la fonoassorbenza in piastrelle a parete da 60×60 cm realizzate in ISOLFIBTEC, una fibra ricavata da PET riciclato. Disponibili in velluto e in due varianti con tessuti 100% riciclati, i moduli offrono una palette che spazia dalle nuance neutre alle tonalità più intense. La loro modularità consente di orientare e accostare i pannelli creando boiserie contemporanee dal dinamismo grafico variabile: una soluzione particolarmente efficace per ristoranti e sale colazioni, dove il riverbero sulle superfici dure è il problema più ricorrente.

Isolspace, collezione Alma
Per rinnovare la propria palette cromatica, Slalom Acoustics ha avviato una collaborazione con la designer e colorista svedese Teklan. L’esito finale è la collezione Arlecchino, caratterizzata da un motivo 3D a rombi (30×30 cm). La linea è progettata per integrare texture e sfumature in perfetta armonia. Il pannello monocromatico può essere abbinato al suo elemento complementare, Arlecchino felt – un feltro in PET stampato con lo stesso pattern geometrico, ma articolato in blocchi di colore a contrasto – che permette di creare boiserie e superfici coordinate. Più che una semplice risposta acustica, la gamma si configura come un vero e proprio sistema architettonico: il colore viene trasformato in uno strumento progettuale che potenzia il comfort acustico, valorizzando gli spazi dedicati al benessere e alla concentrazione. Queste soluzioni dimostrano come l’acustica non sia più un semplice correttivo tecnico, ma una materia d’architettura viva. Il risultato è un’ospitalità evoluta, capace di far evolvere il concetto di benessere: un lusso sottile che non si esibisce allo sguardo, ma si percepisce nel senso più profondo e letterale del termine.

Slalom Acoustics, collezione Arlecchino. Courtesy Maria Teresa Furnari
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